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CorFio - Il monito di Vanoli e i cambi provvidenziali. Fiorentina, il percorso europeo continua

Il tecnico aveva avvertito i suoi che avrebbero dovuto sudarsi la qualificazione al ritorno: è servita un'altra rimonta

Missione quarti di finale compiuta, ma quanta fatica. La Fiorentina si conferma tra le migliori otto della Conference, scrive il Corriere Fiorentino, dopo aver superato - non senza affanno - il Rakow. Nel prossimo turno l’avversario sarà il Crystal Palace - andata a Londra il 9 aprile, ritorno a Firenze il 16 - che ieri ha battuto l’Aek Larnaca solo ai supplementari.

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IL MONITO. Vanoli aveva avvertito i suoi alla viglia: «Il vantaggio ottenuto all’andata non conta molto». E così è stato. Perché la Fiorentina la qualificazione l’ha dovuta totalmente riedificare sul rettangolo di gioco di Sosnowiec. Una partita tignosa, come lo stesso Vanoli aveva definito il Rakow, condizionata anche da un terreno di gioco pieno di buche e irregolarità. Con l'ausilio degli avversari, la Fiorentina si è resa protagonista di una prestazione non indimenticabile per qualità e precisione. Le scelte di Vanoli avevano dato però un segnale chiaro: l’Europa è una priorità e può essere compatibile alla lotta salvezza. E così in campo Kean e Fagioli, rispettivamente appena alla seconda e terza titolarità stagionale in Conference, ma anche Ranieri (150 presenze in viola ieri), tornato insostituibile al centro della retroguardia.

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VANTAGGIO RAKOW. Rotazioni sì, ma contenute. Tanti gli errori tecnici da una parte e dall’altra nell’arco dei primi 45'. Due le principali occasioni create dai viola nella prima frazione di gioco: prima Kean su lancio di Fagioli e poi conclusione dello stesso centrocampista gigliato, dopo un’azione personale di Parisi, arginata da Zych. Per la squadra di Tomczyk pochi i segnali di vita, almeno nel primo tempo, eccezion fatta per qualche iniziativa sulle due corsie laterali. Dopo 25 secondi dalla ripresa, però, tutto è cambiato e la sceneggiatura dell’incontro si è subito stravolta. Il Rakow, dopo il calcio d’inizio, ha approfittato delle maglie larghe nell’area di rigore viola con Struski, lasciato libero da Ndour, abile a trovare lo spiraglio giusto per superare sul primo palo Christensen. Uno sconvolgimento, inatteso, rispetto alla ripresa immaginata e sperata.

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CAMBI PROVVIDENZIALI. La Fiorentina ha accusato il colpo, con qualche minuto di puro sbandamento, che ha costretto Vanoli a correre ai ripari: al 61’ dentro Gosens e Piccoli, fuori Fazzini e Kean, con Parisi alto a destra. Le letture del tecnico viola si sono tradotte ben presto in fatti. I viola, nel giro di pochi minuti, hanno ripreso in mano la partita, prima con il palo colpito di testa di Piccoli e poi con il tiro di Ndour, nato dall’ennesima iniziativa di Parisi, fortunosamente deviato in porta dallo stesso ex Cagliari per il punto dell’1-1. Da quel momento più vicini i viola al colpo del k.o, con il sigillo al 97’ dell’1-2 di Pongracic da metà campo dopo la salita del portiere Zych nell’area viola per l’ultimo assalto. Con più sforzo e sacrificio del previsto il percorso europeo della Fiorentina può proseguire.


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