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CorFio - Firenze, Cremona, Sosnowiec. La Fiorentina inizia il suo grand tour con una vittoria

I viola vincono la prima di tre gare nel giro di una settimana Quarti più vicini, lunedì è fondamentale per la salvezza

Firenze, Cremona, Sosnowiec. Tre gare in sette giorni, una delle quali bivio dirimente del campionato della Fiorentina. La prima è vittoriosa, preziosa anche per il morale, conquistata a tempo scaduto. Il grand tour viola ha preso il via ieri con l’andata degli ottavi di Conference, scrive La Gazzetta dello Sport, con una gara caratterizzata dalla necessità di un duplice sforzo: onorare la partita con il Rakow in sé, cercando di indirizzare il discorso qualificazione, ma con un occhio di riguardo per la gestione di uomini e forze psicofisiche verso la gara di lunedì in campionato.

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POCO PERICOLOSI. In questa ottica vanno interpretate le rotazioni presenti ma contenute nell’undici di partenza, con Fazzini, Fortini e Fabbian titolari e Dodò, Fagioli e Gudmundsson in panchina, oltre alla titolarità di Christensen tra i pali. In un Franchi con meno di 8 mila anime - compresi 350 rumorosissimi tifosi polacchi - dopo la prima (e unica, nel primo tempo) occasione firmata Rakow, la Fiorentina ha gestito pallone e possesso nei primi 45 minuti, reiterando però le criticità viste nell’arco della stagione: un tempo di gioco di troppo nella circolazione del pallone e scarsa incisività offensiva. E dire che i viola erano stati anche pericolosi due volte con Gosens, ma nel primo tempo la percezione è stata quella di una squadra sì volitiva ma poco cattiva negli ultimi sedici metri, come dimostrato anche dal tiro alto di Fazzini dopo la bella azione di Parisi. Dopo le gare con Udinese e Parma, così, anche il primo tempo in salsa europea ha ribadito le criticità offensive del periodo. La squadra gigliata non ha avuto tanto problemi ad arrivare sulla trequarti offensiva, quanto a trovare il pertugio, l’intuizione e il guizzo per irretire la linea arretrata della squadra di Tomczyk.

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RIMONTA. Uno spartito già visto, nella stagione viola, così come le difficoltà accumulate per uscire dall’imbuto proposto dal Rakow. Poi, al 60’, un altro degli elementi caratterizzanti del cammino viola ha fatto nuovamente capolino: lettura difensiva errata, stavolta sull’asse Fazzini-Comuzzo, e porte spalancate per Brunes, letale davanti a Christensen per il vantaggio dei polacchi. Nemmeno due giri d’orologio però e la viola trova il pareggio con una conclusione di Ndour, imparabile per Zych, a interrompere un digiuno di 248 minuti dall’ultimo gol segnato. Nel finale la partita gigliata si è animata ulteriormente, prima con due occasioni fallite da Piccoli e poi al 90’ con il rigore guadagnato da Dodò e trasformato da Gudmundsson (entrambi entrati nella ripresa) per il 2-1 finale. Il ritorno può attendere, ora. La Fiorentina deve già svoltare l’angolo e fare i conti con i propri fantasmi in serie A e con lo scontro diretto di lunedì con la Cremonese: la corsa salvezza è pronta a immettersi sul rettilineo d’arrivo.

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