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CorFio - Fiorentina, voglia di impresa e quella malcelata serenità di Vanoli: «Proveremo a rischiare»

La Fiorentina arriva alla gara di ritorno con la volontà di tentare il miracolo: servono tre gol per riacciuffare il Crystal Palace

Testa e gambe sgombre da ogni tipo di pensiero, scrive il Corriere Fiorentino. Chiamata a cercare una clamorosa rimonta dopo il pesante 3-0 subito al Selhurst Park, la Fiorentina approda al ritorno dei quarti di finale di Conference League con una insolita leggerezza. E non per disinteresse, ma per estremo realismo.

IMPRESA. La squadra di Paolo Vanoli è chiamata a una vera impresa e - come ripetuto a più riprese dallo stesso tecnico viola alla vigilia - il gruppo dovrà mantenere il desiderio e la voglia di sognare. E proprio sognare, del resto, sposta l’attenzione su un altro piano, andando oltre la logica, la razionalità e le mere questioni di campo. Se le due finali con Italiano in panchina e la semifinale targata Palladino accumulate negli ultimi tre anni avevano lasciato l’amaro in bocca per l’obiettivo sfuggito a pochi metri dal traguardo, oggi il percorso d’avvicinamento alla gara da dentro o fuori con il Crystal Palace contiene altre tematiche. L’umore è paradossalmente alto: 18 punti in 9 giornate di campionato e gli 8 punti di margine sulla zona rossa sono del resto la miglior ricetta possibile per approcciarsi anche ad un compito così gravoso.

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MALCELATA SERENITÀ. E ieri, del resto, lo stesso Vanoli è apparso nella sala stampa del Viola Park con quasi dieci minuti d’anticipo, accogliendo l’arrivo dei vari giornalisti tra sorrisi e battute e con una malcelata serenità. Il piano partita, dopo un 3-0, è fin troppo semplice da definire: «In questi casi conta la testa, non la tattica - ha spiegato Vanoli - Proveremo a rischiare qualcosa, ma voglio che la squadra si senta libera di tentare un dribbling, di calciare, di giocare. Mi sarebbe piaciuto affrontare questa partita con la rosa al completo, ma già con la Lazio abbiamo dimostrato di saper andare oltre i nostri limiti».

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