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CorFio - Fiorentina, linea poco verde: non è una viola per giovani

Solo Ranieri è il prodotto del vivaio con il posto stabile

Come riportato dal Corriere Fiorentino, Vanoli è finito sul banco degli imputati per non aver schierato contro il Sassuolo Riccardo Braschi, centravanti della Primavera a quota 17 gol ma ancora a secco di minuti in campionato. Complici le assenze di Kean e Piccoli, e un lungo riscaldamento, il mancato ingresso del classe 2006 ha fatto parecchio discutere senza che le spiegazioni («Gudmundsson stava facendo bene») convincessero i detrattori.

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La Fiorentina, insomma, non è un'eccezione, ma solo la conferma che quello italiano non è un calcio per giovani. Nei 7 anni di gestione Commisso il solo Ranieri, tornato in viola dopo il prestito alla Salernitana, è riuscito a imporsi, mentre molti dei suoi compagni nel settore giovanile sono finiti altrove o nel dimenticatoio. Escluse cessioni pesanti come quella di Vlahovic, che a 21 anni vantava già 24 presenze, alle prime 29 apparizioni di Sottil nella stagione 2021-22 non è seguita una crescita né in viola né nei successivi prestiti, mentre sia Terzic (32 presenze nel primo anno di Italiano) sia Bianco (oggi in prestito al Paok Salonicco) sono stati costretti a cercar fortuna altrove. 

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Un destino condiviso da chi ha vissuto la transizione da Italiano a Palladino, come capitato a Kayode ceduto in Premier dopo 12 presenze nel 2024, o come Amatucci, Rubino, Harder e Caprini, oggi tutti in prestito. Così se Tunico superstite è Comuzzo, passato dalle 44 gare dell'anno scorso alle 38 di quest'anno, Vanoli ha sì dato fiducia agli Under 21 Ndour e Fortini (43 nresenze il centrocamnista 26 il 26 il terzino) ma senza mai affidarsi al diciannovenne Kospo o al ventenne Kouadio che non è andato oltre 207 minuti in 8 presenze, o ancora ai suoi coetanei Braschi e Puzzoli. Non c è da stupirsi perciò se il portiere classe 2006 Martinelli ha dovuto attendere 123 convocazioni (per sole 4 presenze in due anni e mezzo) prima di finire in prestito alla Sampdoria, in serie B, dove ha già collezionato 14 presenze e 6 clean sheet, e nemmeno che le 8 gare di Balbo rappresentino un'eccezione dettata dagli acciacchi di Gosens e dall'adattamento a destra di Parisi. Un'altra dimostrazione di come siano più le circostanze a determinare il futuro di un giovane piuttosto che una chiara scelta, aspetto che tra i confini italiani sembra venir meno non solo in casa viola ma quasi in tutta la serie A.

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