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CorFio - Fiorentina, il 'lieto' fine di una bruttissima storia

Con questa Viola mai stare tranquilli, ma con il +8 sulla zona retrocessione la missione sembra compiuta

Game, set e (probabilmente) match. Perché è vero, con questa squadra è sempre meglio andarci cauti, ma per riuscire nell’impresa di (ri)complicarsi la vita la Fiorentina, con otto punti di vantaggio sulla zona retrocessione a sei giornate dalla fine, dovrebbe davvero superare se stessa. L’1-0 di ieri sulla Lazio potrebbe essere ricordato come l’ultimo atto (rilevante) di un campionato che tutti, per evitare di riviverne di simili, faranno bene a tenersi ben stampato in testa. Così scrive il Corriere Fiorentino.

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‘LIETO’ FINE. Due minuti, e se non ci fosse stato De Gea (miracolo su Zaccagni) la Lazio sarebbe passata. E poi ancora, al nono, un’altra occasione per Cancellieri. Come dire. Non proprio l’approccio di chi si gioca (quasi) tutto. Senza Fagioli, Vanoli ha schierato il 4-2-3-1 più adatto ai giocatori a disposizione, ma in costante inferiorità numerica contro il 4-3-3 di Sarri. Ma il calcio, si sa, è strano. E può capitare che il vantaggio arrivi praticamente alla prima occasione e che a segnare (Gosens) sia uno che fin lì era stato tra i più in difficoltà. Due gol sbagliati da una parte, l’1-0 con l’unico tiro in porta dall’altra. Nella ripresa il film è rimasto sostanzialmente lo stesso. Un lungo brivido per il possibile rigore (non) dato alla Lazio dopo la revisione al Var (lieve contatto Noslin-Mandragora), e poco altro. Un risultato che (forse) verrà ricordato come quello col quale è stata scritto il «lieto» fine a questa bruttissima storia.

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