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CorFio – Fiorentina a Verona, occhio alla trappola. Guai a non annusare il pericolo

Fiorentina in campo oggi a Verona. Gara trappola, da non sottovalutare né bagliare

Riattaccare la spina e annusare il pericolo. La trasferta di Verona è una trappola per la Fiorentina che viene da cinque risultati utili consecutivi e ha dato prova di grande solidità prima della sciagurata sosta per le Nazionali rimontando l’Inter regina. Ma sono passate due settimane in cui si è allentata la pressione e non vorremmo che qualcuno, dentro la squadra, abbia accarezzato l’idea di aver svoltato. La stagione è ancora complicatissima e aprile, con la primavera, si porta dietro un carico di partite ravvicinate e decisive: 6 in 22 giorni tra campionato e Conference che potrebbero diventare sette se i viola, eliminando il Crystal Palace, riuscissero a guadagnare la semifinale europea, scrive il Corriere Fiorentino.

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RISALITA. Ma è inutile guardare troppo avanti. La prima, dopo la pausa, è la più scivolosa. La banda di Vanoli deve ricominciare da dove aveva concluso. Una squadra accesa e determinata, che nella sua striscia positiva, la migliore della stagione, è stata capace di rimontare il risultato per tre volte e di vincere con il piglio giusto lo spareggio di Cremona. Verona vale quasi quanto la sfida con i grigiorossi. Uno scontro diretto. Mancano otto giornate e la Fiorentina non può fermarsi proprio adesso. La classifica resta precaria, il blitz della Cremonese a Parma ha rimescolato i giochi e rischia di alzare pericolosamente la quota salvezza. Per la squadra di Sammarco, che fa proclami battaglieri, è l’ultima occasione per provare a raddrizzare una situazione disperata. Facile immaginare che proverà a giocare la partita della vita. La Fiorentina dovrà essere pronta, come non lo è stata sino adesso dopo le soste. L’ultima volta che ha vinto dopo le Nazionali è stato a novembre della scorsa stagione con Palladino in panchina. In questa, disgraziata, solo un pareggio dopo due sconfitte.

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EMERGENZA. Senza contare che Vanoli dovrà fare i conti con l’emergenza diventata feroce al momento di stilare la lista dei convocati. Sono fuori Dodò e Parisi, le frecce viola e ancora Mandragora e Solomon senza contare che Pongracic è appena tornato dalla tournée oltre oceano con la Croazia. E bisognerà capire lo stato d’animo di Kean, che in Nazionale ha fatto la differenza anche se non è stato bastato per andare al Mondiale. Lo hanno descritto affranto, ma in questa condizione è lecito aspettarsi una reazione. Se Moise è quello visto in azzurro la salvezza della Viola dovrebbe essere più vicina.

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