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CorFio - Fagioli ritrova la Cremonese, finalmente da regista. La salvezza viola per puntare al mondiale

L'ex Juve si è preso le chiavi del centrocampo della Fiorentina: domani la sfida salvezza contro la squadra che lo ha lanciato

«Il problema del Pek è che quando ce l’hai poi non ne puoi più fare a meno», diceva Vincenzo Montella quando sedeva sulla panchina della Fiorentina. Una definizione tanto paradossale quanto azzeccata, secondo il Corriere Fiorentino, che si potrebbe incollare sulla squadra di oggi. La squadra di Vanoli è infatti ormai diventata dipendente da Nicolò Fagioli, come quella di Montella lo era di Pizarro. Del resto, accade a quasi tutti quelli che si affidano ad un regista puro. Basta pensare al Milan e a Modric, all’Inter e a Calhanoglu o, per andare indietro di qualche anno, a Pirlo, Xavi, Iniesta e compagnia. E pensare che Nicolò, quel ruolo, non ne voleva sapere di farlo.

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FINALMENTE REGISTA. Colpa (anche) della sua breve ma decisiva esperienza con la Cremonese, in Serie B. Quando, in prestito dalla Juventus, si rivelò in tutto il suo talento. Era il 2021-22 ed è stato lì, in quel campionato giocato prevalentemente da mezzala, che si convinse di non essere un regista. «È stato imbastardito nel ruolo - raccontò il suo più grande maestro ed estimatore, Massimiliano Allegri - ma lui deve stare davanti alla difesa e se ne deve convincere». Un rapporto, quello tra Max e Fagioli, che va oltre quello che si crea tra allenatore e calciatore. Per Nicolò il tecnico del Milan - che ha più volte confidato di ritenerlo il miglior centrocampista italiano - è un secondo padre e non a caso è stata la prima telefonata che ha fatto quando ha dovuto decidere se accettare la proposta della Fiorentina. Il resto, è storia recente. Gli alti e bassi con Palladino, e i soliti equivoci sul ruolo. «Credevo molto nel farlo giocare regista - disse Pioli - ma lui ha mollato alle prime difficoltà». Parole dure, che Nicolò ha trasformato in motivazione extra una volta arrivato Vanoli.

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SALVEZZA E MONDIALE. È stato questo, forse, il più grande merito del tecnico. Averlo convinto a star lì, col volante in mano. Il risultato sta nei numeri: Fagioli è secondo solo a Barella tra i centrocampisti per passaggi chiave (55 contro 53) e big chance create (12 contro 10) e ha una percentuale di passaggi riusciti (1150 su 1280) pari all’89,84%. Un dato clamoroso se si pensa al coefficiente di difficoltà delle soluzioni spesso cercate. L’ex Juventus è tornato a vedere dove gli altri non vedono e ha smesso di fare il compitino. Per questo, quando manca o quando gli avversari lo marcano stretto la Fiorentina si spegne. Un rendimento leggermente calato nelle ultime partite, ma del quale solto Gattuso non sembra essersi accorto. Non l’ha invitato alle famose cene con gli azzurrabili e, salvo sorprese, non lo chiamerà per il playoff. Lui lo sa, ma non ha intenzione di mollare. Vuole salvare la Fiorentina, e prendersi il Mondiale. Intanto domani, contro la squadra che lo ha lanciato, cercherà di guidare i suoi verso una vittoria che varrebbe un gran pezzo di salvezza.

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