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CorFio - Aspettando Gudmundsson. Il 10 viola non dà luce: zero tiri e posizione troppo arretrata

Recuperato dopo l'ultimo infortunio, l'islandese era chiamato ad accendere i rifornimenti per l'attacco. Ma non è arrivato niente a Pisa

Aspettando Gudmundsson. La necessità di scomodare Beckett e parafrasare uno dei capolavori del teatro dell’assurdo si è resa inevitabile: nel sempre più critico inizio di stagione della Fiorentina, e a poco più di un anno dall’esordio dell’islandese in maglia viola (22 settembre 2024), la miglior versione del numero 10 gigliato continua a essere più invocata che ammirata.

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Ogni stop fisico e ogni infortunio patito da Gudmundsson (che dall’arrivo a Firenze ha saltato 16 partite per varie indisponibilità) hanno alimentato il desiderio di rivederlo in campo, con la consapevolezza delle indiscutibili qualità del giocatore e con la convinzione che dai piedi del classe 1997 sarebbero passate le soluzioni ai problemi accumulati.

Così scrive il Corriere Fiorentino. ARRETRATO. Questo era lo spartito con Palladino e tale è rimasto con Pioli. Preso dopo i 14 gol e 4 assist con il Genoa, le aspettative erano alte. I numeri in maglia viola parlano di 9 gol e 4 assist in 38 presenze.

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Da quell'esordio con doppietta contro la Lazio, ieri Gudmundsson ha concluso la sua partita (al 74’) con zero tiri verso la porta, tre tocchi nell’area avversaria e per quanto la precisione nei passaggi sia stata dalla sua parte (92% su 24 tentati), 12 palloni persi, con una posizione media in campo sulla stessa linea di Dodò e Gosens e leggermente arretrata rispetto a Fazzini, quindi ben lontana da quella di Kean.

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In campionato Gudmundsson non segna da 650 minuti: l’ultimo sigillo dell’islandese è datato 16 marzo (Fiorentina-Juventus 3-0) e da quel momento ha accumulato 10 presenze e 3 assist in serie A.


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