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Conti in ordine e investimenti: gli americani nel calcio europeo

Commisso è il 5° americano ad acquistare un club italiano. In Premier volano Liverpool e Manchester United.

Rocco Commisso è il quinto magnate nordamericano che diventa proprietario di una squadra italiana, dopo Bologna, Milan, Roma e Venezia.

Un imprenditore di grande successo negli Stati Uniti che ha promesso battaglia su più fronti, anche nei Palazzi del calcio (Uefa in primis sul fronte fair play finanziario). Così scrive il Corriere Fiorentino. CONTI. Cosa cercano gli americani quando investono nel calcio europeo?

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Per loro il pallone è un asset, all’interno d’investimenti più ampi dove tutto genera flusso di cassa. Arrivano con l’idea delle franchigie americane, dove non esistono promozioni e retrocessioni, e prima che i risultati sportivi vogliono fare quadrare i conti, al grido business as usual, cioè: tanti soldi spesi, altrettanti, magari di più, tornano indietro.

IN EUROPA. I club inglesi inizialmente erano contrari al fair play finanziario, ma sul rispetto delle regole, a parte rare eccezioni, se la battono con i tedeschi, proprietà americane comprese. I Glazer (Manchester United plc), già proprietari dei Tampa Bay Buccaneers, nel 2005 hanno acquistato lo storico club dei Red Devils, portandolo a diventare il più ricco d’Europa con oltre 680 milioni di euro di fatturato.

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Le vittorie sono importanti, ma non determinanti, trasformando il Manchester United in un marchio globale, tanto che più della metà degli incassi derivano dall’attività commerciale. Per John Henry e Tom Werner (Fenway Sports Group) la strada con il Liverpool è stata in salita, trovando debiti per 300 milioni.

Dal 2010, però, il fatturato è raddoppiato, superando i 400 annui, Anfield è stato ampliato e già si parla di farlo crescere ancora. Su questa scia l’economista Steve Kaplan ha rilevato lo Swansea insieme con Jason Levien, già procuratore di giocatori Nba e general manager del DC United (Mls).

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Shahid Khan, americano di origini pakistane, ha comprato il Fulham da Mohamed Al-Fayed nel 2013 ed era già proprietario dei Jacksonville Jaguars (Nfl), acquistati per 760 milioni di dollari, collezionando due retrocessioni in Championship, l’ultima fresca di qualche settimana.

In Francia Frank McCourt, che era stato proprietario dei Los Angeles Dodgers (Nfl), venduti per 2,15 miliardi di dollari, ha acquistato l’Olimpique Marsiglia per 95 milioni di euro in due tranche, lanciando l’Om Champions Project e perdendo la finale di Europa League nel 2018 contro l’Atletico Madrid.

SERIE A. Joey Saputo, canadese, proprietario dell’Impact di Montreal, era nella cordata d’imprenditori che nel 2014 acquistò il Bologna insieme con Tacopina (oggi al Venezia) stagione che coincise con la promozione in A. Da allora ha mantenuto la serie con tanti mugugni per gli scarsi investimenti e la mancanza di un progetto.

In questi giorni ha promesso d’investire 50 milioni nella prossima campagna acquisti.

Joseph Tacopina nel giro di un anno è passato dalla vicepresidenza della Roma, al Bologna e infine alla guida del Venezia, riportando il club in B dopo dodici anni, ma attualmente in svantaggio nel playout cadetto contro la Salernitana.

Il Milan, tra varie vicissitudini economiche e finanziarie, è passato da Berlusconi ai cinesi e da questi alla Elliott Management Corporation, società statunitense di gestione d’investimenti. James Joseph Pallotta, nel board dei Boston Celtics (Nba), ha rilevato la Roma da UniCredit nel febbraio 2011: «So quanto siano pazzi i tifosi romanisti, ma sono preparato, voi non sapete quanto sono pazzo io».

E no, non era preparato, viste le ultime contestazioni.

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