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Confusi e mediocri, la banda di Pioli senza luce. Il cambio di Thereau e quella 'sfida' alla società...

Il 3-0 della Juve e tutto sa di normalità: non c'è fame e orgoglio in questa Fiorentina. Per La Repubblica anche una 'sfida' tra l'allenatore e la società...

La sfida evento è finita ancora prima di cominciare. Serviva una Fiorentina super per credere in qualcosa di mistico, ma sul campo c’è una squadra moscia, confusa, quasi arresa. Senza fame, insomma. C’era una volta la Fiorentina, quella che con orgoglio sfidava il mondo.

Ora c’è una squadra a cui hanno fatto capire che è il fatturato che comanda, non l’orgoglio, non qualcosa che somigli al gioco, elemento non visibile ai più. Così scrive La Repubblica. NORMALITA'. La Juventus ha giocatori di altro pianeta, e questo lo sappiamo.

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Ma se gli opponi un gruppetto senza idee che la passa a Chiesa per sperare chissà cosa non puoi andare oltre una imbarazzante umiliazione. Certo, non è la manita di Delio Rossi, quella che aprì la strada alla rinascita del calcio a Firenze.

Ma forse è pure peggio, perché andato tutto in scena come una squallida normalità. Difficile trovare qualcosa di buono in questa sfida. MEDIOCRITA'. C’è poco da salvare, perfino Chiesa il gioiello inizia a dare segni di smarrimento.

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Pioli insiste sulla squadra che ha pareggiato a Bologna e Pjaca l’ex sta in panchina. Ecco allora un inutile Pjaca che entra al posto di un inutile Gerson. Le stelle del mercato. Ma il discorso sui singoli non porta lontano. Chi meglio chi peggio, ma comunque tanta mediocrità.

A essere maliziosi viene da pensare che Pioli sia a fine corsa. Non perché lo stiano mandando via, ma perché ha capito che il clima è quello che è. SFIDA INTERNA? A Bologna un dirigente si aggirava criticando ad alta voce la scelta di mandare dentro Thereau.

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Una scelta, quella, davvero inspiegabile. Il fatto che, con un Simeone che in questo momento faticherebbe anche sul sintetico della Reman, sia entrato ancora un’altra volta l’antico e arrugginito Thereau invece del giovane Vlahovic, lascia pensare che ci sia una sfida a distanza in corso.

Qualcosa che nessuno ammetterà mai, anche perché nessuno, adesso, ha intenzione di cambiare allenatore.

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