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Con un Berna e un Chiesa in più. Con la speranza di ritrovare il tandem Ilicic-Kalinic

C'è sempre il mercato a condizionare Fiorentina-Juventus, in questa stagione. All'andata, a Torino, c'era il caso Alonso ad imperversare sul cielo viola (lo spagnolo una settimana dopo partì verso Londra), così come le offerte per Kalinic, Vecino, Borja Valero e Badelj, ed un mercato in entrata che non prospettava grosse emozioni.

Adesso, invece, è Kalinic il fulcro delle incertezze di mercato, in un ambiente non poco turbato dalle voci provenienti dalla Cina che potrebbero rivalutare le prospettive un'intera squadra. "Intanto la Juve, poi si vedrà", il leit motiv degli ultimi giorni.

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Nell'incertezza, due punti fermi.

Federico Bernardeschi e Federico Chiesa. Le facce più belle, delle ultime settimane viola. Due acquisti in più, senz'altro, per Paulo Sousa, rispetto alla gara di andata. Quando i due Federico c'erano, in campo, allo Juventus Stadium, ma con ben altro valore.

Era un altro Bernardeschi, quello 'distratto' dopo l'Europeo. Era poi il primissimo Chiesa in Serie A. Ora, prestazione dopo prestazione, sono due punti fermi. Due speranze. E due leader. Senz'altro lo è Bernardeschi: unico a non aver saltato neanche una partita nella rosa viola, con 11 gol e 2 assist in 25 partite; 9 gol e 2 assist nelle ultime 15 gare di campionato, capocannoniere viola in Serie A.

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Ma anche Chiesa, trascinatore nelle ultime gare con la sua spensieratezza e la voglia di stupire. Gol e assist contro Qarabag e Sassuolo, ottima prova contro il Napoli, confermato anche contro il Chievo. "Ad inizio stagione non ero concentrato come voleva Sousa: aveva ragione, mi ci è voluto un po' per rimettere la testa al 100% sulla Fiorentina.

Ma ci sono riuscito. La Juve? Sono i più forti, solidi, hanno qualità e mentalità. Hanno Dybala e tutti gli altri. Però noi siamo la Fiorentina e su questo costruiremo la nostra voglia di sorprendere", ha detto Bernardeschi. "Ho debuttato in A da titolare allo Stadium contro la Juventus e da quel giorno è cambiata la mia vita.

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Il pareggio sarebbe un buon risultato, però tutta Firenze vuole e ci chiede la vittoria e io e miei compagni faremo di tutto per accontentarla. Segnare alla Juve sarebbe un sogno. Voglio diventare simbolo e capitano della Fiorentina", ha fatto eco Chiesa.

Due nuove forze, e due pedine da ritrovare per Sousa.

Josip Ilicic e Nikola Kalinic. Due situazioni diverse, ma due acuti che mancano da tempo. Il croato è il più chiacchierato del momento, contro il Chievo è apparso 'distratto' e non segna da un mese, ovvero dalla doppietta casalinga contro il Sassuolo.

A secco contro Genoa, Lazio, Napoli e appunto Chievo, contro la Juve potrebbe essere l'ultima partita in maglia viola per Kalinic. Uno che alla Juve, del resto, sa come far male, visto che Nikola è andato a segno nelle ultime due gare contro i bianconeri (sbagliando, però, anche un rigore al 90').

Reti che erano valse momentanei pareggi, ma che non hanno portato punti.

Ilicic, invece, dopo lo spezzone finale contro il Chievo tornerà titolare contro la Juve. Due gol e un assist nelle ultime quattro sfide contro i bianconeri, per lo sloveno.

Che viene, però, dall'ennesimo momento appannato della sua avventura in viola. Non segna dal 28 novembre contro l'Inter, e soprattutto nel mezzo cinque prestazioni fatte di pochi alti e molti bassi. Compreso il rigore sbagliato contro la Lazio.

Qualità indiscutibile, ma figlio spesso della solita discontinuità.

Ilicic e Kalinic, una coppia da 28 gol e 13 assist in due nella passata stagione. Quest'anno, un feeling non mantenuto, se non a sprazzi. 16 gol e 8 assist in due, un anno fa di questi tempi erano già a quota 22 reti e 12 assist.

Sousa prova ad affidarsi ancora a loro, a quel tandem dell'est che contro le big spesso si esalta. E poi quei due 'ragazzini terribili'. La vera forza, giovane e spensierata, di questa balbettante Fiorentina.

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