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Commisso: "Chiesa come un figlio, due condizioni per farlo andare via. Il virus..."

Il presidente della Fiorentina parla della ripartenza e di Firenze, poi si sofferma anche su Federico e Castrovilli. Ricordando anche Rialti

Rocco Commisso, presidente della Fiorentina, parla così al Corriere dello Sport: «Ripartire?

La situazione è molto grave ovunque. Ma con il virus dovremo convivere a lungo. Io penso spesso a Firenze, che vive di turismo. L’anno scorso 15 milioni di visitatori, l’intera economia della città è fortemente influenzata da un settore tra i più colpiti.

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Hotel, ristoranti, botteghe, bisogna ricominciare anche assumendosi qualche rischio. L’alternativa non la considero».   CHIESA. «L’ho trattato come un figlio, sono uno che coccola i calciatori. E non vendo i migliori che ho per prendere giocatori che non conosco.

Due sono le condizioni per farlo andare via: la prima è che Federico me lo chieda e a oggi non l’ha fatto. La seconda, che l’offerta sia in linea con la valutazione che la società gli attribuisce. Potrei accontentarlo solo se le due cose si verificassero, ma, come ho spiegato, Chiesa non ha mai detto a me, né a Joe, né a Pradé, che se ne vuole andare.

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Manco da Firenze da due mesi, quando tornerò il futuro di Chiesa e Castrovilli non saranno il primo problema da affrontare, ma il secondo».   RIALTI. «Una persona beautiful. C’eravamo visti a febbraio, era venuto nel mio hotel ed era uscita una bella intervista.

Una morte che ha scosso noi, i tifosi e Firenze. Era più giovane di me».

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