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Come contro l'Inter: pari in extremis. Iachini meglio di Pioli

La Fiorentina riacciuffa il Milan nel finale: Beppe cambia la Viola con il 3-4-2, Stefano invece non legge la gara e si fa rimontare.

Come contro l’Inter, la Fiorentina ha trovato il pareggio sul gong: allora ad accendere il Franchi era stata una stella filante di Vlahovic, stavolta a rianimare il popolo viola è stato Patrick Cutrone che ha conquistato il rigore (alquanto generoso) poi trasformato da Pulgar.

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Così scrive Tuttosport. L’1-1 finale è stata un’occasione persa dal Milan che ha inspiegabilmente visto la partita sfuggirgli di mano quando era praticamente vinta: in vantaggio di un gol, grazie al solito Rebic (sesto gol nelle ultime sei giornate di campionato, soltanto Cristiano Ronaldo ne ha segnati di più, sette, nello stesso lasso di tempo) e di un uomo per l’espulsione di Dalbert reo di aver abbattuto Ibrahimovic lanciato a rete al quarto d’ora della ripresa.

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LA MANO DI IACHINI. Bravo Iachini a ridisegnare la squadra passando a un 3-4-2 con Cutrone affiancato a Vlahovic e Chiesa dirottato a sgobbare in fascia, meno bravo (eufemismo) Pioli nel non capire come la partita avesse preso una piega diversa.

E dire che gli scricchiolii, prima del rigore commesso da Romagnoli sull’avvelenatissimo ex (episodio che nel post partita ha fatto infuriare l’allenatore milaniasta) si erano già avvertiti con l’occasione sbagliata da Vlahovic in una ripartenza lanciata da Duncan e Pezzella e con un bel colpo di testa di Chiesa su cross di Dalbert, cacciato fuori dalla porta da Begovic.

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PIOLI. Le recriminazioni di Pioli sul rigore sono anche giustificate, però non è giustificabile quanto è accaduto nel finale quando la squadra si è sciolta, ha smesso di tenere le posizioni, ha iniziato ad attaccare in modo confuso e inconcludente, ha perso palloni banali per la troppa sicurezza.

In pratica ha fatto del suo meglio per rianimare un avversario che era ampiamente al tappeto. Due punti gettati via dal Milan anche per quanto buono di fatto per un’ora in cui c’è stata una sola squadra padrona del campo. Il perché non sia arrivata la vittoria va anche ricercato nello sviluppo del primo tempo in cui - al netto del gol annullato a Ibrahimovic (l’azione però resta da applausi) - la differenza netta tra le due squadre non è emersa, fatta eccezione per la rete sbagliata da Rebic a tu per tu con Dragowski (colpo di testa su cross di Castillejo).

CONTINUITA'...

CON POCHI RISULTATI. Rispetto alla gara con il Torino, Pioli aveva cambiato appena tre uomini (Conti, Gabbia e Calhanoglu per Calabria, Kiaer e Paquetà) il che ha confermato come il Milan abbia trovato una sua fisionomia. Il problema è che questo non sta dando i risultati sperati perché agli atti nelle ultime quattro partite restano il ko subìto in rimonta nel derby, il pari - sempre in rimonta - con la Juventus in Coppa Italia, la stiracchiata vittoria sul Torino e, buon ultimo, l’amarissimo pareggio di ieri a Firenze.

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