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Chiesa, un'altra prova di maturità... contro i fischi

Fischi e insulti fin dal riscaldamento a Bergamo, ma il gioiello viola ha tenuto botta con personalità. Un altro passo verso la maturità.

Non è riuscito a evitare la sconfitta con l’Atalanta, ma Chiesa comunque ha vinto la sua personale sfida. Se da qualcosa di positivo dovrà ripartire Pioli per affrontare la Lazio domenica sera al Franchi, è proprio dall’ulteriore step che Federico è stato in grado di fare, affrontando un ambiente che Gasperini in primis aveva reso infuocato.

Una situazione che Fede ha affrontato di petto a dispetto dell’età. A Bergamo Chiesa ha raccolto il guanto lanciato dagli spalti fin dalle prime fasi, già nel riscaldamento. E chissà che quella camminata solitaria verso gli spogliatoi, prima del fischio d’inizio, non fosse un modo per far intendere che non si sarebbe fatto intimidire.

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Fatto sta che in campo è stato come al solito determinante, trascinatore come sempre anche quando la squadra sembrava all’angolo, tanto che solo la reattività di Gollini, prima, e la traversa, poi, gli hanno negato la gioia del gol.

Così scrive il Corriere Fiorentino. A TESTA ALTA. Scatti e dribbling, il repertorio al completo mentre volavano fischi e insulti. Fin dai primi minuti costantemente preso di mira non appena toccava il pallone. L’attaccante figlio d’arte non sembra pagare lo scotto né delle voci di mercato né degli stadi avversi, tanto che il suo pare soltanto un altro passo in avanti sul piano della personalità in linea con l’accresciuta cattiveria in zona gol.

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