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Chiesa esce in lacrime e gela babbo Enrico. Il sacrificio in campo, poi costretto al cambio

Infortunio ieri al retto addominale per il gioiello viola: oggi gli esami e l'entità del problema. La preoccupazione del padre in tribuna...

È durata poco più di mezzora la partita di Federico Chiesa contro la Lazio. Un infortunio all’altezza del retto addominale lo ha costretto ad uscire. La Lazio aveva appena rimesso il pallone in campo col portiere quando Federico si è girato verso Pioli e ha scosso la testa.

Si è seduto per terra, in attesa che il compagno entrasse al suo posto. Mentre usciva, il pubblico lo ha applaudito. Lui si è andato a sedere in panchina con i compagni di squadra. Prima di concentrarsi sulla partita è scoppiato in un pianto.

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La testa fra le mani e il volto verso il basso, per il dolore e la preoccupazione dell’infortunio. Così scrive il Corriere Fiorentino. SFOGO. Nella sua carriera da professionista, Chiesa non ha praticamente mai avuto veri e propri problemi fisici.

Anche per questo si è sfogato con le lacrime dinnanzi ad una situazione insolita e nuova. La prima diagnosi a caldo è stata di un problema al retto addominale, in settimana aveva avuto qualche fastidio proprio in quella zona.

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Chiesa ha poi seguito la partita in panchina. Con la maglietta viola che gli copriva il volto, lasciando solo un varco per gli occhi, è rimasto a sedere. Poi a fine primo tempo ha lasciato il campo, con passo regolare ma accennando qualche smorfia di dolore.

Al suo fianco Dabo che lo ha rincuorato a parole e con un abbraccio forte. REAZIONE DA BABBO. Di ghiaccio anche suo padre Enrico che, dalla tribuna, ha seguito tutta la scena in apprensione. Scuro in volto e seduto accanto al fratellino Lorenzo, Enrico ha passato tutto l’intervallo della partita con lo smartphone in mano in cerca di novità sulle condizioni del figlio nel tempo più breve possibile.

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Che qualcosa non andasse nella serata di Federico si era capito fin dall’inizio. Nei minuti in cui è rimasto in campo non è riuscito a incidere come solitamente è in grado di fare. Nessuna accelerazione improvvisa, nessun cambio passo sulla fascia di competenza.

Fin dal primo minuto, in più di una circostanza, ha dialogato con l’allenatore per rassicurarlo sulle sue condizioni fino a quando ha dovuto mollare.

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