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Chiesa 'alla Mertens': idea Fede falso 9. Meno rincorse e più gol

Continuano i problemi dell'attacco, Pioli deve trovare qualche soluzione. Nel finale con la Roma ha tentato una nuova strada...

I numeri dell’attacco della Fiorentina cominciano ad essere preoccupanti. Giovanni Simeone: 2 gol in 815', uno ogni 407', non segna da 623', ultima rete il 19 settembre contro la Samp.

Federico Chiesa: 2 gol in 826', uno ogni 413', non segna da 550', ultima rete il 22 settembre contro la Spal. Marko Pjaca: 1 gol in 430', non segna da 310', ultima rete contro la Spal. Valentin Eysseric: 0 gol in 339'. Kevin Mirallas: 0 gol in 239'. Dusan Vlahovic: 0 gol in 10'.

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La Fiorentina non va a segno con i suoi attaccanti dal 3-0 con la Spal. Resterebbe Thereau, fra gli attaccanti, ma il francese è scomparso dai radar. Si può aggiungere che delle ultime 6 reti, solo una (quella di Benassi a Torino) è arrivata su azione.

Così scrive Il Corriere dello Sport - Stadio.

NUOVA IDEA. Tocca a Pioli risolvere il problema. Si può insistere con Simeone, che prima o poi si sbloccherà. Oppure affidarsi al giovanissimo Vlahovic. Oppure tentare con una mossa più sorprendente: Chiesa centravanti.

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 Alla Mertens. Sabato sera, quando è entrato Pjaca, il giovane Federico è andato al centro dell’attacco, col croato a sinistra e Gerson a destra. Dunque l’idea Pioli ce l’ha già in testa. E’ vero che in quell’ultimo quarto d’ora, sfibrato dai continui attacchi, Chiesa non è stato pericoloso, ma provarlo dall’inizio in quel ruolo può dare qualche risultato.

D’accordo, ha bisogno di spazio, di metri per far risaltare la sua micidiale progressione, ma ha pure lo spunto nel corto e soprattutto ha il tiro e resiste ai colpi più di Simeone.

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CHIESA 'ALLA MERTENS'. Quando Sarri è stato costretto a inventarsi un centravanti perché Milik si era infortunato, ha chiamato Mertens, un’ala pura, e lo ha convinto a spostarsi al centro dell’attacco.

Una necessità è diventata la svolta per una grande carriera. È accaduto anche quest’anno sempre a Napoli con Insigne, altra ex ala: avvicinato alla porta da Ancelotti, sta segnando a raffica. Potrebbe essere lo stesso percorso di Chiesa che, a differenza del belga e del napoletano, ha pure il vantaggio dell’età.

Mertens ha cambiato ruolo a 29 anni, Insigne a 27, il viola ne ha 21 e fa in fretta a imparare, a capire. Non solo, riducendo il numero e la lunghezza dei suoi rientri (ora si fa tutta la fascia quando un terzino come Florenzi spinge), avrebbe più forza e più lucidità in zona-gol, così anche quelle scelte finali diventerebbero più giuste.

 

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