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Che senso ha avuto l'operazione Gil Dias?

L'obiettivo numero uno di questa stagione della Fiorentina, definita "di transizione", è quello di far crescere i tanti giovani in rosa e monitorare il loro rendimento, affinché si possano individuare le colonne portanti della squadra che inizierà la prossima stagione con l'obiettivo dichiarato di conquistare un posto in Europa.

Che si ritenga giusta o meno la strategia societaria, in realtà obbligata dalle politiche votate verso l'autofinanziamento, arrivati alle battute finali di questo campionato si può cominciare a tirare le somme.

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Qualche giocatore si è consacrato in questi mesi, qualche altro fa decisamente più fatica e probabilmente non verrà confermato in estate. Ma c'è un caso singolare nella rosa della Fiorentina, che lascia perplessi tifosi e addetti ai lavori.

Stiamo parlando di Gil Dias, classe 1996 arrivato a Firenze con l'onere di dover sostituire nientemeno che Bernardeschi.

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Il rendimento del portoghese è stato tutt'altro che esaltante: anche se a sprazzi si sono viste qualità tecniche indubbie, troppo spesso Dias si è dimostrato inconcludente durante le 22 presenze (condite da due reti e due assist) che ha racimolato sin qui in stagione.

In una situazione normale si affermerebbe, a ragione, che la giovane età e i lampi di talento intriganti dovrebbero consigliare pazienza nei confronti del portoghese.

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D'altra parte, non è mai facile avere un impatto immediato per un ventenne che arriva per la prima volta in Serie A da un campionato meno competitivo come quello portoghese (GIl Dias è di proprietà del Monaco ma ha giocato l'ultima stagione al Rio Ave, squadra appunto portoghese).

Tuttavia, questa non è una situazione normale.

Il perché lo sapevamo tutti da agosto: Gil Dias è arrivato alla Fiorentina dal Monaco in prestito biennale con diritto di riscatto fissato a 20 milioni di euro. Avete capito bene: per acquistare il cartellino del giocatore la dirigenza viola nell'estate del 2019 dovrebbe versare nelle casse del Monaco una cifra spropositata, totalmente fuori dai parametri imposti dall'autofinanziamento sbandierato con continuità da Cognigni e soci.

L'operazione aveva ovviamente generato scetticismo già alle sue origini, ma si sperava che il rendimento di Gil Dias fosse talmente elevato da indurre quantomeno a riflettere sulla possibilità di un eventuale riscatto al termine della stagione 2018-19.

Tuttavia, ciò che è chiaro a tutti è che quella valutazione non coincide con quanto fatto vedere fin qui dal calciatore, sia ad oggi che in prospettiva, salvo un'improbabile esplosione nel rendimento del classe 1996.

Ma allora la domanda sorge spontanea: che senso ha continuare a puntare su un giocatore che non solo non farà parte dell'organico della Fiorentina del futuro, ma non garantirà alla società gigliata alcun ritorno economico?

Schierando con continuità Gil Dias la Fiorentina fa solo un favore al Monaco, valorizzando un giovane di prospettiva che l'anno prossimo tornerà in Francia a costo zero.

Ad oggi, l'operazione di Corvino per portare Gil Dias alla Fiorentina sembra essere stata solamente un rattoppo momentaneo dettato dalle partenze illustri di quella che era la precedente spina dorsale del roster gigliato.

Un'operazione della quale sfugge il senso, in quanto va in direzione opposta rispetto alla linea scelta dalla società per ricostruire una Fiorentina che possa competere nei prossimi anni senza dover ricorrere a iniezioni di capitale da parte della famiglia Della Valle.

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