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Cercasi freddezza in zona gol: tutta colpa dei giovani? Ma anche i veterani a fanno cilecca

È il tema più gettonato dopo l'ennesima sterile prestazione dell'attacco gigliato, nella quale (fortunatamente) la rete di un difensore è bastata a portare a casa i tre punti. La Fiorentina ha grandi difficoltà a concretizzare ciò che sviluppa.

I numerosi tiri verso la porta con il Chievo (14) non sono una novità per i viola, anche se in occasione dell'ultimo match di Serie A hanno centrato lo specchio con più frequenza rispetto al solito (otto volte). Tuttavia, questo non basta a togliere quell'impressione di inconsistenza che pervade chiunque veda giocare la Fiorentina quando supera la propria trequarti.

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L'alibi, neanche troppo celato, è quello di una squadra giovane, soprattutto dalla trequarti in su.

È la verità: nelle ultime quattro partite l'avanguardia gigliata è stata guidata dagli inamovibili Simeone (classe 95) e Chiesa (97), con l'aggiunta di Gil Dias (96) e Falcinelli (91). Salvo l'ex Sassuolo, insufficiente domenica ma alla prima presenza da titolare della Fiorentina, è evidente come la poca esperienza degli attaccanti schierati da Pioli nelle ultime apparizioni possa aver pesato su quella mancanza di freddezza sotto porta che a questi livelli risulta essere determinante.

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Ma come mai Pioli si ostina a schierare un attacco così "verde", pur evidenziando lui stesso in conferenza stampa le difficoltà che possano scaturire da questa scelta?

La risposta è presto detta: perché gli attaccanti con maggior esperienza nella rosa gigliata, per un motivo o per un altro, stanno tutti deludendo le aspettative.

In primis, Cyril Thereau. Non è un caso se il miglior periodo nella stagione della Fiorentina (le tre vittorie di fila con Udinese, Benevento e Torino) sia coinciso con le migliori prestazioni del francese.

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Si scriveva che la sua esperienza era determinante per fare da chioccia ai tanti talentini presenti nella Fiorentina e per la maturità nelle scelte in campo dell'ex Udinese. Tuttavia, il Thereau rientrato dall'infortunio subito il 25 ottobre (gara della vittoria col Torino) non è mai stato in grado di tornare ai livelli dei suoi primi due mesi di campionato.

Insomma, da imprescindibile a evitabile in troppo poco tempo.

Ancor più problematica è la situazione di Saponara. L'ex Empoli è il vero oggetto misterioso della Fiorentina: il suo campionato, nei fatti, non è mai iniziato per continui problemi fisici ed enormi difficoltà (evidenziate dallo stesso Pioli nella conferenza pre-Chievo) a trovare il ritmo partita.

Il tempo scorre, rimangono sempre meno giornate a Ricky per dimostrare quel talento che Firenze non ha mai potuto ammirare.

Eysseric non è un vero e proprio veterano (la carta d'identità ci suggerisce che ha ancora 25 anni), ma le sue esperienze precedenti e la bassa età media dell'attacco viola ci suggerivano che l'ex Nizza avrebbe dovuto assumere un ruolo centrale in questa giovane Fiorentina.

Tuttavia, l'adattamento al campionato italiano si è rivelato più difficile del previsto. Questo è preoccupa e non poco, perché la storia è piena di ottimi calciatori provenienti da campionati esteri che mai hanno digerito i ritmi e le imbrigliature tattiche della Serie A.

Ciò che si augurano i tifosi viola è che a Valentin serva solo più tempo per abituarsi al meglio ad un campionato più competitivo di quello francese.

Insomma, se Pioli ha dovuto affidarsi continuamente all'esuberanza mista ad inesperienza dei tanti giovani presenti in squadra, e se tali giovani hanno poi trovato difficoltà ad aiutare la Fiorentina ad acquisire concretezza sotto porta, le colpe devono ricadere anche su chi, al momento, il proprio lavoro non lo sta svolgendo a dovere.

Su chi della costanza di rendimento dovrebbe fare il proprio cavallo di battaglia.

Persino con una Fiorentina senza obiettivi di classifica, nella quale di conseguenza prende corpo la necessità di far crescere le proprie pianticelle, l'esperienza in campo dei vari Thereau, Saponara ed Eysseric farebbe comodo anche per il processo di crescita dei vari Dias, Chiesa e Simeone (senza dimenticare i desaparecidos Lo Faso e Zekhnini: prima o poi Pioli darà loro una chance?).

La speranza è che questi giocatori, a cominciare da Udine, ritornino ad alti livelli di gioco; livelli che possano consentire loro di tornare centrali nella manovra della Fiorentina.

Anche perché, in questi ultimi mesi di stagione si giocato tutti la permanenza a Firenze. E il tempo scorre.

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