Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Cedere Borja un autogol, per Kalinic-Berna destini segnati. Difesa già pronta a Moena

La voce rimbalzata nella serata di ieri, le riproposizioni dalla Spagna di oggi, le smentite totali di Fiorentina, calciatore e anche della terza parte interessata (il Milan). Questa la cronaca di una due giorni intensa, calda più del clima, sul fronte Borja Valero.

Dapprima la bomba di un accordo con i rossoneri, poi l'ennesima smentita da parte del giocatore, l'ennesimo resto qui a Firenze. Con buona pace di tutti e con un pizzico di respiro di sollievo per tutti.

sponsored

Le carte sul tavolo sono note da tempo: Borja e la famiglia da Firenze non si vogliono muovere, desiderosi di onorare il contratto, magari di fare un pensiero su una carriera da finire in maglia viola.

Per la Fiorentina il discorso è leggermente diverso: giocatore intelligente, stimatissimo, consideratissimo ma non incedibile. Come dimostrano gli abboccamenti alla Roma e alle sirene cinesi nelle scorse sessioni di mercato.

sponsored

Tuttavia, al di là del preponderante aspetto economico e della legge della domanda e dell'offerta (10 milioni quella presunta del Milan, ndr), cedere adesso, in questo preciso momento storico, Borja Valero sarebbe un autogol clamoroso.

Una cosa che la Fiorentina non può permettersi. Borja è l'anello di congiunzione tra città e squadra, uno dei pochi giocatori della rosa universalmente riconosciuto e apprezzato, criticato certo nei suoi momenti calanti, ma mai messo in discussione sul piano dell'impegno, di quell'onorare la maglia slogan di Pioli nel giorno della sua conferenza stampa.

sponsored

Parlare di simboli o bandiera negli anni post ideologici nel calcio è un esercizio difficile, lo sappiamo, ma Borja è un punto di riferimento da cui ripartire.

Un'altra volta, come accaduto nel passaggio di consegne tra Montella e Sousa e con l'augurio che si ripeta la storia. Perché sia nel primo anno con l'aereoplanino che con il portoghese il rendimento dello spagnolo è stato super.

Per un fronte chiuso, per una separazione congelata ce ne saranno due annunciate.

Bernardeschi, inutile girarci intorno, aspetta la chiamata e l'offerta giusta, la Fiorentina pure. L'Europeo sarà uno snodo decisivo per aumentare la quotazione, ma il finale sembra già scritto e lontano da Firenze. Pronti a essere, piacevolmente, smentiti.

Per Kalinic il discorso è simile, contatti con il Milan veri in questo caso e una trattativa vicina al suo epilogo.

Cifra oscillante tra i 25 e i 30 milioni, cifra che poi dovrà essere reinvestita nel mercato, per due reparti soprattutto, centrocampo e attacco. Simeone, Benassi due idee forti e anche funzionali per età, esperienza e qualità.

Infine due note a margine su quello che è stato fatto.

Spesso critichiamo e contestiamo, ma un punto di partenza su cui lavorare a Moena ci sarà già ed è quello della difesa: Presi Hugo e Milenkovic, bloccati in attesa di ufficialità Diallo e Gaspar, il restyling del reparto centrale e di destra è quasi finito ai primi di Giugno.

Non male, magari cercando di perfezionare il tutto anche con un terzino sinistro. Laxalt, Barreca Murru e perché no Criscito, desideroso di tornare in Italia. L'agente ha confermato un interesse in passato proprio della Fiorentina, vedi mai che Corvino possa tornare nei luoghi dove ha già seminato.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento