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Cecconi: «Non facile lanciare giovani a Firenze, tante aspettative. Ci vuole calma»

L'ex ala campione d'Italia con la Primavera della Fiorentina nel 1983 commenta il quarto successo viola a Radio Bruno

Ex calciatore della Fiorentina, autore di uno dei due gol che regalarono alla Primavera viola il suo terzo e (finalmente) penultimo scudetto nel 1983, Luca Cecconi è intervenuto a A pranzo con il Pentasport su Radio Bruno per commentare la vittoria di ieri della squadra di Galloppa: «La partita non l'ho vista, ma sono molto contento. La Fiorentina c'era andata vicina tante volte. Questo in ogni caso dimostra l'ottimo lavoro fatto a livello giovanile. Negli ultimi anni, dopo un periodo meno felice, c'è stato un miglioramento. Quella dell'83 fu una grande soddisfazione, personale e di squadra. Speriamo questo grande risultato possa aiutare la Fiorentina a inserire con più facilità e volontà i giovani in Prima Squadra. È l'ultimo tassello».

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RIPARTIRE DAI GIOVANI. «Sarebbe auspicabile e bello, ma allo stesso tempo bisogna riconoscere che da diversi anni la Fiorentina ha aumentato le sue aspettative. Non troppo tempo fa era in Champions League, nel mondo viola c'è sempre aspettativa. Non è un mistero che spesso anche annate come quelle con Italiano abbiano lasciato anche un po' di lamentela. L'aspettativa è sempre quella di lottare per avvicinarsi ai primi quattro posti. Non è facile in un ambiente del genere avere la calma per aspettare i giovani».

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ALTRE DIFFICOLTÀ. «Con le U23 si è creato un passaggio ulteriore da fare. Prima era più semplice fare il passaggio diretto dalla Primavera. La Fiorentina non la U23, quindi deve appoggiarsi a squadre di Serie C o D per far compiere questo salto ai suoi giovani più prometenti. Ci vuole volontà e consapevolezza di inserire i giovani, anche a discapito di qualche risultato iniziale».

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GUDMUNDSSON. «Ha talento e resistenza, corre molto. Non so come sia caratterialmente. Il giocatore ha sicuramente delle qualità, ma forse negli ultimi due anni è stato un po' troppo sballottato tra i ruoli. A Genova giocava in maniera molto più libera. Però questo presuppone che tu sia molto più forte rispetto ai tuoi compagni».


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