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Cecchi su La Nazione: «Lo 'straniero' Vanoli merita un applauso»

L'opinione di Stefano Cecchi: «Non sarebbe questo il momento di una pacca sulla spalla e un applauso di riconoscenza?»

Stefano Cecchi, su La Nazione, va controcorrente e lo dichiara apertamente: il Vanoli del post-partita lo ha «un po' commosso». In quella voce incrinata, scrive, ha riconosciuto «l'amarezza di chi si sente straniero e dunque incompreso in una terra che pensava sua». Certo, ammette Cecchi, il calcio della sua Fiorentina è stato «asmatico, indigente e disadorno». Ma a Vanoli, ricorda, non era stata chiesta magnificenza: gli era stata chiesta una cosa «ancor più improbabile», ovvero una salvezza che, dopo soli sei punti in quindici gare, «nessuno aveva mai ottenuto».

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Lui ce l'ha fatta, e pure in anticipo. E allora, si chiede Cecchi, ora che il futuro del tecnico è chiaramente altrove, non sarebbe questo il momento di una pacca sulla spalla e almeno «un applauso di riconoscenza»? Una delle doti migliori di Firenze, ricorda, è sempre stato «il coraggio di difendere con orgoglio chi sta dalla sua parte a prescindere da tutto». La domanda finale è mesta e diretta: in questi «tempi confusi di smarrimento facile», Firenze ha perso anche questa qualità?

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