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CdS-Stadio – Super Dodo. Il brasiliano adesso è tornato il gas della Fiorentina

Il brasiliano Dodo sta incidendo molto di più da qualche mese a questa parte. Vanoli non lo toglie mai

Dodo più altri dieci: è sempre stato così da quando è a Firenze. Prima osannato, poi criticato, adesso dato quasi per scontato. Chiariamoci: stiamo parlando di un anno disastroso per la Fiorentina, e quindi negativo per tutti i suoi interpreti, anche per lui che però, per atteggiamento in campo e prossemica, si è attirato anche troppi commenti negativi rispetto al rendimento, scrive il Corriere Dello Sport Stadio. 

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SVOLTA. Da qualche mese a questa parte si è svegliato: riportato nel suo ruolo naturale, quello di esterno basso a destra (nonostante la propulsione offensiva, l'ex Shakhtar ha dimostrato di soffrire da quinto a tutto fascia e di necessitare di partire da una posizione più arretrata e poter duettare con un compagno di binario, in questo Parisi è perfetto per lui) è tornato a essere un fattore che poco c'entra con i bassifondi della classifica. L'errore nel giudicarlo è stato sempre legato a un pregiudizio: brasiliano, chioma platinata e sorriso beffardo. Pur essendo dotato di ottima tecnica, è un esterno più di quantità che di qualità, o meglio, più da prateria che da sala da ballo. Nella quantità - 29 gare su 30 da titolare in A, ha saltato solo la trasferta di Udine per squalifica e senza di lui la Viola è capitolata - ci mette poi anche la qualità, ma soprattutto il passo: è il secondo giocatore che crea più pericoli per conduzioni palla al piede dopo Yildiz, è ottavo per dribbling in Serie A (primo nella Fiorentina), supera sistematicamente gli 11 chilometri percorsi a partita. 

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GAS. Se a livello difensivo sta dicendo spesso la sua, i numeri offensivi rimangono miseri: contro la Cremonese ha segnato un gol da Puskas, ma è appena il suo secondo in 106 presenze in Serie A, in tutto, da quando è a Firenze, siamo a 153 gettoni, 3 reti e 13 assist; anche se un terzino destro con le sue caratteristiche dovrebbe essere valutato solo parzialmente dal contributo in zona-gol, questi dati giustificano il perché l'anno scorso, quando la Fiorentina era disposta a venderlo per 30 milioni di euro, nessuno si sia fatto sotto sul serio. Dodo rimane comunque il gas della Viola: con l'assenza di Solomon, oltre a Kean, è l'unico in grado di strappare palla al piede in una squadra che va a spesso sotto ritmo.

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