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CdS-Stadio - L’Europa in stand-by. Giovedì il Rakow, ma la testa è tutta al campionato

Contro il Rakow possibili rotazioni: la sfida con la Cremonese pesa di più per il futuro viola e indirizza le scelte di Vanoli

C’è una Fiorentina sospesa tra due obiettivi, ma con una priorità ormai evidente: prima la salvezza, poi l’Europa. Giovedì i viola si giocheranno l’andata per l’accesso ai quarti di Conference League, ma appena quattro giorni più tardi andranno incontro a una sfida che può valere un’intera stagione contro la Cremonese. Un bivio delicatissimo, che secondo quanto lasciato intendere da Ranieri e Vanoli dopo Fiorentina-Parma porterà con ogni probabilità a vedere due formazioni diverse

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Come sottolinea il Corriere dello Sport-Stadio, la linea scelta dal club appare chiara: inseguire il sogno europeo senza perdere di vista la realtà del campionato. Vincere la Conference significherebbe entrare nella storia, ma una retrocessione segnerebbe il club in modo ben più pesante. Per questo, nel momento più complesso dell’anno, la Fiorentina sembra orientata a privilegiare la sopravvivenza sportiva rispetto al prestigio internazionale. 

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Non è un addio all’Europa, né una resa anticipata. La Fiorentina proverà comunque a battere il Rakow, ma lo farà con una gestione più attenta delle energie. Con diversi giocatori non al meglio, Vanoli e il suo staff sono chiamati a fare scelte lucide, anche se scomode. Lo stesso indirizzo era emerso dalle parole di Paratici nel giorno della presentazione al Viola Park: l’idea è scendere sempre in campo per vincere, ma affrontando la Conference con equilibrio e consapevolezza. 

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A complicare tutto è soprattutto il calendario, che si presenta come un vero percorso a ostacoli. Dopo la gara d’andata europea arriverà subito il confronto con la Cremonese, uno scontro diretto che può assumere un peso enorme nella corsa salvezza. Poi i viola voleranno in Polonia, a Sosnowiec, per il ritorno contro il Rakow il 19 marzo, prima di rituffarsi in Serie A con la sfida all’Inter il 22 marzo. 

E non finisce qui. In caso di qualificazione ai quarti, la Fiorentina troverebbe sulla propria strada la vincente di Crystal Palace-AEK Larnaca, con due ulteriori appuntamenti che renderebbero ancora più congestionato il mese di aprile. L’andata dei quarti arriverebbe subito dopo un altro incrocio pesantissimo con il Verona, mentre il ritorno si collocherebbe tra la gara contro la Lazio e un nuovo spartiacque stagionale al Via del Mare contro il Lecce

Nel frattempo è cambiato anche il clima interno. L’idea di sistemare prima la classifica in campionato per poi dedicarsi al cammino verso la finale di Lipsia si è dissolta nelle difficoltà di febbraio. Così quello che in estate era stato indicato da Pioli come un grande traguardo - una Conference vissuta come occasione per interrompere 25 anni senza trofei - oggi è inevitabilmente passato in secondo piano. 

Anche l’ambiente intorno alla squadra conferma questa percezione. La piazza, storicamente poco legata alla terza competizione europea, continua a mostrare un entusiasmo limitato. I dati sulle presenze nei giovedì di coppa parlano chiaro: contro il Jagiellonia erano presenti meno di 10 mila spettatori, e anche per l’ottavo con il Rakow si attende una cornice simile. Un segnale netto del momento che attraversa Firenze: l’Europa affascina, ma adesso il pensiero dominante resta uno solo, salvare la stagione in Serie A.


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