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CdS-Stadio – Grosso, l’ex terzino che valorizza gli esterni. Verticalità e catene la sua forza

Verticalità, inserimenti dei centrocampisti e catene laterali, con i terzini che rientrano al centro. Paratici ha scelto Grosso per questo

Il Sassuolo-Fiorentina dell’andata serve per capire perché Fabio Paratici ha deciso di puntare su un suo vecchio pupillo e cosa si aspetta da lui alla Fiorentina, scrive il Corriere Dello Sport Stadio. 

Verticalità, inserimenti dei centrocampisti e catene laterali, con i terzini che rientrano al centro: questa, in breve, un’anticipazione del Grosso-pensiero, o almeno quanto fatto vedere nella sua prima vera stagione da tecnico in A. Quella dell’ex terzino Campione del Mondo è una filosofia moderna, che va per la maggiore, fluidità dei ruoli e marcatura a zona in fase difensiva, ma con un’interessante differenza che vedremo se attuerà anche in un contesto che pretenderà qualcosa in più. Il Sassuolo edizione 2025/26 è stata una delle squadre che ha pressato di meno in tutto il campionato, attendeva e ripartiva forte appoggiandosi subito sulle proprie frecce offensive. A Reggio Emilia abbiamo visto un allenatore più da transizione che da dominio. 
 
I DATI. Impressioni che si rispecchiano nei numeri. Prendiamo un indice chiave per l’analisi dell’atteggiamento delle squadre, il Ppda (in soldoni, un numero che quantifica l’intensità e l’efficacia del pressing di una squadra): il Sassuolo è penultimo, meglio solo della squadra più passiva dell’ultimo campionato, il Milan di Allegri. Assecondando anche le caratteristiche di una formazione che girava ai ritmi del 37enne Matic, Grosso ha preferito non disturbare quasi mai la costruzione avversaria, ma puntare appunto sull’attesa, sul blocco basso e sulle ripartenze. Un altro indice, il Pace to Goal, ci dice che gli emiliani sono stati i quarti più veloci a trasformare l’azione da difensiva in offensiva; inoltre, il Sassuolo, alle spalle di Inter, Como, Roma e Napoli, è il club con la percentuale di conversione (legata al rapporto tra tiri fatti e gol) più alta in A. Questo dovuto anche al fatto che, colpendo di contropiede, le occasioni sono più nitide e quindi più facili da convertire in rete. 
 

 

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