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CdS-Stadio – Fiorentina a caccia della rivincita col Verona. Per buttarsi alle spalle la paura

Tra la sfida d’andata e quella di oggi sono trascorse 15 partite, il mondo viola si è ribaltato. Ma serve vincere oggi

Tra la sfida d’andata e quella di oggi sono trascorse 15 partite, sottolinea il Corriere Dello Sport Stadio. Esattamente il 14 dicembre, giorno di Fiorentina-Verona, e se all’inizio i tifosi della Curva Fiesole l’avevano messa sul piano dell’ironia (“Butei: chi arriva ultimo paga da bere”, lo striscione mostrato ai gemellati presenti nel settore lì vicino), alla fine il Franchi era solo un pentolone schiumante rabbia, nervi scoperti e incredulità furente: 2-1 per l’Hellas, Fiorentina isolata in fondo alla classifica con appena 6 punti fatti e staccata di ben 8 dal quart’ultimo posto.

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NUOVA VIOLA. Oggi è un’altra Fiorentina. Al Bentegodi c’è la possibilità della rivincita che la Fiorentina ha il compito di sfruttare, per continuare ad essere la nuova Fiorentina che è stata finora in questo 2026, e più specificamente da inizio febbraio in avanti, grazie ai 12 punti ottenuti in 7 partite. Per dimostrare di aver mandato la lezione così bene a memoria da essersi trasformata gradualmente in un’altra squadra, quella che in campionato ha saputo risalire posizioni e credito, che in Europa cerca l’accesso alle semifinali di Conference League come se fosse una stagione uguale alle precedenti, quando i palcoscenici in giro per il Vecchio Continente funzionavano da cassa di risonanza. Anche se non lo è stata, non è e non potrà comunque esserlo. 
 
LA PARTE GIUSTA. Eppure, la rivincita è un’occasione da non fallire, perché il confine tra le certezze ritrovate e l’incubo che torna a materializzarsi è talmente sottile che non ci vuole niente a oltrepassarlo per ritrovarsi un’altra volta dove tutto è buio e fa paura. Quasi senza accorgersene. E invece questo è il momento di allontanarsi definitivamente da quel confine, che già la parola suona male oltre che limitare l’orizzonte, mentre in casa viola c’è assoluto bisogno di menti e spazi aperti. Per riuscirci la Fiorentina deve avere più fame del Verona, deve essere quella che è andata a vincere in trasferta a Como e Cremona e non quella mai scesa in campo a Udine. Deve avere la consapevolezza e la spregiudicatezza che le hanno consentito di giocare alla pari e pure meglio della capolista Inter prima della sosta. Deve stare dalla parte giusta a scrivere la storia. 

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