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CdS - I numeri condannano l’attacco: 17 punti persi per colpa dei gol mancati

La classifica attesa premia i viola, ma il deficit realizzativo di Kean e Piccoli pesa sulla corsa salvezza e cambia il volto della stagione

Alla Fiorentina mancano 17 punti, ma secondo i numeri il vero problema sta soprattutto nei 12 gol non arrivati. È da qui che parte l’analisi del Corriere dello Sport-Stadio di una stagione che continua a sfuggire di mano: se i viola avessero trasformato in modo più fedele quanto costruito, oggi la classifica racconterebbe una storia completamente diversa, con meno ansie e prospettive ben più ambiziose. 

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La realtà, invece, è sotto gli occhi di tutti da sette mesi. Non sono bastati due allenatori, né il mercato di gennaio con tredici movimenti complessivi tra entrate e uscite, per invertire la rotta. Oggi la Fiorentina si ritrova con 25 punti, frutto di 5 vittorie, 10 pareggi e ben 13 sconfitte. Ma la cosiddetta classifica attesa, costruita sugli indicatori statistici, ne assegnerebbe addirittura 42. Un divario enorme, che sposterebbe i viola dal quartultimo posto all’ottava posizione, a ridosso della zona europea. 

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Con quei 17 punti in più, la squadra sarebbe a due lunghezze dal Napoli settimo e a meno di tre dalla Roma sesta, quindi pienamente in corsa per quella Conference League che adesso in molti sembrano considerare un peso. Un dato ancora più significativo se confrontato con il resto della Serie A: nessun’altra squadra accusa uno scarto così pesante tra rendimento reale e rendimento atteso. Dietro la Fiorentina ci sono Pisa e Verona, entrambe a -14, mentre tutte le altre presentano margini inferiori o addirittura positivi. 

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Il nodo centrale resta però l’attacco. La Fiorentina ha segnato 30 gol, lo stesso bottino del Cagliari, appena il dodicesimo rendimento offensivo del campionato. Eppure, secondo l’algoritmo, dovrebbe averne realizzati 42,5, cioè il sesto miglior dato della Serie A. Il saldo negativo tra reti effettive e gol attesi è di -12,5, il peggiore in assoluto del torneo: nessuno si avvicina a un passivo simile. Per dare la misura del problema, la seconda squadra più distante è il Pisa con -7,69. 

In pratica, alla Fiorentina manca un gol ogni due partite rispetto a quanto prodotto. Una differenza enorme, sufficiente a cambiare volto alla stagione e a proiettare De Gea e compagni ben lontano dalla zona calda della classifica. 

E quando si parla di gol mancati, il focus inevitabilmente si sposta sugli attaccanti. In cima a questa classifica c’è soprattutto Moise Kean, secondo per tiri tentati con 95 conclusioni, dietro solo a Nico Paz, ma nettamente primo per scarto tra expected goals e reti reali. L’attaccante viola avrebbe dovuto segnare 14,38 gol, ma si è fermato a 8, con un passivo di -6,38, nettamente superiore a quello di qualsiasi altro giocatore del campionato. 

Subito dietro, in questa speciale graduatoria, c’è anche Roberto Piccoli. L’attaccante conta appena 2 gol reali, ma avrebbe potuto essere vicino a quota 5 secondo gli xG, con un saldo negativo di -2,82. Sommando i due dati, la Fiorentina ha perso circa 9 reti proprio dai centravanti che avrebbero dovuto trascinare il reparto offensivo. 

Sono numeri che spiegano più di tante analisi tattiche perché la squadra di Vanoli sia ancora impantanata nella lotta per non retrocedere. Ma raccontano anche un’altra verità: il margine per cambiare esiste ancora. Perché se è vero che fin qui alla Fiorentina sono mancati i gol, è altrettanto vero che il tempo per ritrovarli c’è ancora. E ora, più che mai, è il tempo che può fare la differenza.


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