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Castrovilli: "Sarebbe un sogno indossare la 10 e fare la carriera di Antognoni"

Il centrocampista viola, rivelazione di questa stagione, si è raccontato in un'intervista a La Nazione

Gaetano Castrovilli ha parlato così a La Nazione, in edicola questa mattina: quando ha raccontato che nel settore giovanile del Bari stava per mollare il calcio, diceva il vero? "Tra casa mia e Bari c’erano 160 km di distanza ed era molto complesso per la mia famiglia accompagnarmi agli allenamenti.

Se non ho smesso lo devo ai miei genitori, a mio zio e all’allenatore Caffaro che chiese ai miei genitori di continuare a fare sacrifici perché credeva che avrei potuto fare strada". Arriviamo subito ad oggi, ai giorni dell ’io resto a casa’.

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Azzardiamo (e con un sorriso): è stato un modo per conoscere meglio anche la fidanzata? "Immagino che la convivenza forzata sia stata un’ottima cosa per tantissime coppie di conoscersi meglio, è uno dei pochissimi aspetti positivi di questa situazione.

Con Rachele ci conosciamo ancora da poco, mi fa piacere scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo". A parte la tv, trova il tempo di leggere? E cosa? Libri o giornali? "Cerco di tenermi informato, per cui quando posso leggo le notizie sul web o, se ho la possibilità, sfoglio qualche giornale".

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La prima da fare quando sarà finito l’obbligo di restare in casa... "Come molti miei compagni, ho tantissima voglia di tornare a giocare. Spero di poter tornare presto al Centro Sportivo e fare la cosa che amo di più". Fra le sue caratteristiche c’è quella di giocare a testa alta, guardando il campo e non il pallone.

A Firenze c’è stato Antognoni, l’emblema di questo tipo di portamento. Mai fatto un pensierino alla maglia numero 10? "Sarebbe un grandissimo onore poter indossare la maglia di Giancarlo. Antognoni, anche quando ero nel settore giovanile, ha sempre avuto delle bellissime parole nei miei confronti.

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Non so se, come calciatore, lo ricordo, ma sarebbe un sogno fare una carriera come la sua". Zio Nimbo è diventato famoso quasi quanto lei. Racconta un aneddoto sui vostri viaggi insieme da Minervino a Bari per gli allenamenti.

"Con zio ho un rapporto speciale, è stato davvero prezioso per me. Ricordo ancora tutti quei viaggi insieme in macchina per andare ad allenarmi e poi tornare indietro. Gli raccontavo tutta la mia giornata mentre ascoltavamo musica e cantavamo, la nostra canzone preferita era “Io Vagabondo” dei Nomadi".

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