Castrovilli: "La 10? Spero di essere pronto. Ribery è un mago. Ho parlato con Mancini..."
Le dichiarazioni del centrocampista classe 1997 sulla ripresa del campionato e sulla sua esperienza in maglia viola
Il centrocampista della Fiorentina, Gaetano Castrovilli, ha parlato a Radio Bruno: "Erano esattamente sessanta giorni che fremevo per tornare al campo. Quando ho saputo che avremmo ricominciato ero felice e quasi meravigliato.
Non ho mai smesso di allenarmi a casa. Ho sempre seguito gli allenamenti che ci mandava il prof ma era impossibile eguagliare il lavoro sul campo. Il campo e il pallone sono la mia vita. E' stata un'emozione: sono carico e pronto per affrontare quello che il futuro ci riserva".
NUMERO 10. "E' un sogno che potrebbe realizzarsi. Conosco l'importanza del 10 a Firenze e conosco chi l'ha indossata. Spero di portarla al meglio, anzi ancora di più. Spero di essere pronto. Il numero 10 di riferimento è Antognoni, se devo dire in generale dico il mio idolo Ronaldinho".
TREQUARTISTA O MEZZALA. "Preferisco mezzala e voglio continuare a seguire i consigli che mi diede Croce: lo ringrazio veramente perché mi ha aiutato tanto". PAROLE DI CASSANO. "Lo ringrazio perché le sue parole mi hanno meravigliato e mi hanno fatto piacere.
Ricevere dei complimenti da un giocatore barese come lui mi rende fiero, felice e mi dà una carica in più. Lo ringrazio". AMRABAT. "Non l'ho mai affrontato. A Verona ero squalificato, ma leggo nei suoi occhi tanta fame. Non vedo l'ora di conoscerlo".
RIPRESA. "Sono pronto a tutto, ma l'importante sarebbe farlo con le giuste precauzioni. Vorrei giocare senza paranoie e sorridere come prima. Gli infortuni li dobbiamo temere, ma credo che ogni staff conosca i suoi giocatori e ci aiuteranno al meglio.
Stiamo già facendo una piccola preparazione". CONFERMA. "Voglio riconfermarmi, anzi fare ancora meglio. Sono molto orgoglioso, non sono mai soddisfatto di ciò che faccio. La perfezione non esiste, ma tutti possono ambire ad arrivarci vicino".
CORONAVIRUS. "Ho avuto paura, ma posso dire di essere stato fortunato. Sapere che giornate con cui condividevo le giornate stessero male creava in me malessere. Cercavo sempre id sentirli e starli vicino. Quando ho saputo che tutti erano guariti ho tirato un bel sospiro di sollievo.
Diciamo che non credo che sia una battaglia finita in generale, ma sono felice: sono stati tutti dei grandi eroi. Prima cosa che ho fatto post quarantena? Sono rispettoso delle regole, come la maggior parte degli italiani. Ho fatto un giro e sono stato dal padre della mia ragazza che non vedevamo da due mesi.
Ammetto che mi sembra un mondo diverso. Vedere persone con la mascherina è una sensazione strana. Purtroppo non sono riuscito ancora a vedere i miei genitori, ma spero di farlo presto". MANCINI E LA NAZIONALE. "Ci siamo sentiti e salutati anche con gli altri compagni per spiegarci come potrebbe evolversi il programma.
Ci ha chiesto come stessimo e ci ha mandato un grande abbraccio. La Nazionale è un sogno e voglio restarci convincendo Mancini". RIBERY. "Ribery è un mago e sono felice di rivederlo con noi, ci è mancato veramente tanto. Impossibile dire il contrario perché lui fa la differenza.
Ho un rapporto speciale con lui: in campo scherziamo, ci affrontiamo nell'uno contro uno, ma lui è umilissimo e una persona fantastica. Per me è un maestro e devo solo ringraziarlo perché ogni giorno è pronto ad aiutarci con i suoi consigli".
FUTURO. "La mia vita è cambiata, non me lo sarei mai aspettato. Sono felice e penso che solo vivendosi al meglio il presente ci si possa aspettare sempre qualcosa di migliore in futuro". MESSAGGIO ED ERRORI DA NON RIPETERE. "Questo periodo mi ha fatto riflettere tanto.
Spero che questo periodo non abbia cambiato solo me, ma tutti. Errori? Quello che faccio spesso è prendermela e non parlare con nessuno in caso di sconfitta, invece devo maturare e a prendere il meglio: anche le sconfitte fanno crescere, anzi sono proprio quelle che fanno crescere di più.
Ovviamente spero ce ne siano sempre meno. Devo imparare ad estrapolare da una sconfitta il meglio, tutto qui".



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