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Castellacci: «Il dolore alla tibia non è una diagnosi. Solomon? Anche lì cambia fra lesione di primo o secondo grado»

Enrico Castellacci, già dottore della Nazionale, è stato contattato per esprimersi sugli infortuni che stanno tenendo banco in casa Fiorentina

Intervenuto a Lady Radio, il professor Enrico Castellacci, ex sanitario della Nazionale Italiana, ha espresso il proprio parere sulla sofferenza alla tibia che sta tormentando Moise Kean da diverso tempo.

SU KEAN. «Il fastidio alla tibia non rappresenta una diagnosi. A mio avviso, quello di Kean è un episodio parecchio nebuloso, poiché questo dolore una causa deve possederla. Ritengo che i dottori lo sappiano ma che poi occorra anche avere il fegato di decidere, schierarlo in campo oppure escluderlo, in modo tale da guarirlo definitivamente».

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POI SU SOLOMON. «Bisogna osservare che tra lesione di primo e secondo grado sussiste una notevole discrepanza, quando giungi al secondo grado significa che alcune fibre si sono strappate e i tempi di riabilitazione raddoppiano. Su Parisi invece non penso sia una contusione ma è complicato pronunciarsi. Sarebbe fondamentale avere delle note ufficiali da parte della società… cosa dovrebbero nascondere?», si chiede Castellacci in conclusione del proprio intervento.

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