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Cassano amarcord: "Oggi poca qualità. Quando cominciai la Viola arrivava 6° con Bati e Rui"

Antonio Cassano parla a Il Mattino della sua voglia di ricominciare, ma anche con sguardo al calcio di un tempo.

«Sono in forma, mai stato così bene: 82 chili. A Verona un anno fa ero a 87». Antonio Cassano, 36 anni, non si sente un ex. «Non lo sarò mai. Maradona ha smesso ma non è un ex. Chi lascia un segno indelebile non sarà mai ex. E io, poi, non ho smesso».

Cosa cerca a 36 anni? «Una squadra, una società e un allenatore che puntino su di me». Idee? «Bologna, Sassuolo, Parma, Torino. Ma anche Empoli e Cagliari». E i due anni di inattività? «Ricordate Almeyda, il centrocampista argentino che ha giocato con Parma e Lazio.

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Si fermò due anni e poi ripartì alla grande con il River Plate, in quel calcio molto fisico. Se ho l'opportunità, faccio sempre la differenza. Sono al 110 per cento: bene con la testa e il fisico. E, quanto ai piedi, posso giocare fino a 60 anni in questo calcio».

Si può fare la differenza a questa età? «In questo calcio sì». Com'è questo calcio? «La serie A di oggi è corsa e quantità, poca qualità e intelligenza calcistica. Quando cominciai io, fine anni 90, c'erano campioni assoluti.

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Ricordo la Fiorentina: arrivava al sesto posto con Edmundo, Batistuta e Rui Costa».

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