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Capitan Coraggio, regista con il cuore: la Fiorentina perde in campo e nello spogliatoio. Ora fascia a Pezzella

Badelj, Capitan Coraggio, se ne va, scrive il Corriere Fiorentino. Al Milan probabilmente, a caccia di soldi e gloria. Ma comunque lontano dalla «sua» Fiorentina. La squadra che ha preso per mano in campo e soprattutto fuori e a cui resterà affezionatissimo, nonostante una scelta professionale che va in senso contrario: «Tu parlavi la lingua universale del cuore, tu sei luce».

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La sua lettera dedicata ad Astori e letta nella sacralità della Basilica di Santa Croce, verrà ricordata come uno dei momenti più dolci e strazianti della storia viola. Fu lui a chiudersi ai campini e a scegliere le foto del capitano per farci le magliette da indossare in campo; fu ancora lui a dire ai compagni «ci penso io», quando stampa e tv premevano per avere una dichiarazione dopo il dramma vissuto a Udine quel 4 marzo; e fu di nuovo lui, con una rosa bianca in mano, a guidare i compagni verso il muro di sciarpa al Franchi.

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Milan però ha fatto anche di più: ha scelto di diventare la guida, il «faro» (come lui stesso definiva Davide), l’esempio da seguire in una squadra decisa a rispondere al dolore con l’orgoglio.

Le sue lacrime in campo dopo la straziante partita col Benevento e l’applauso sotto la Fiesole con la fascia di Astori tra le mani, raccontano chi è Badelj: un croato di Zagabria con i piedi delicati (da ragazzino lo voleva pure Sir Alex Ferguson) e un cuore grande, che lascia Firenze per iniziare una nuova avventura ma che in qualche modo resterà legato al viola per sempre.

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Senza di lui la Fiorentina perde molto. Un regista come lui d’altra parte non si trova a ogni angolo delle strade. Sarà dura, con il budget che ha in tasca Corvino, ricominciare con la stesso schema dell’anno passato. Prima si passava la palla a Badelj, ora si dovrà inventare altro.

Forse cambiando sistema di gioco, verticalizzando di più e palleggiando meno. Si vedrà. La cosa più dura da mandar giù sarà il vuoto che lascia Milan nello spogliatoio. Dopo Asto, la Fiorentina perde un altro capitano, l’ennesimo della storia recente.

Un pessimo modo per iniziare un’estate che doveva rendere granitico questo gruppo così speciale, così unito dopo la tragedia. Toccherà a Pezzella indossare quella fascia coi 4 Colori di Firenze, il resto si dovrà costruire a Moena, sperando che quei passaggi palla a terra del numero 5, non manchino più di tanto.

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