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Cabral: 17 gol su 65 di testa negli ultimi 3 anni. Arma da sfruttare per una Viola che crossa come pochi altri in Serie A

Il 26% dei gol segnati nelle ultime tre stagioni, Cabral li ha fatti di testa. Arma preziosa da sfruttare per la Fiorentina, che crossa come poche altre squadre in Serie A

Contro la Lazio la Fiorentina inaugurerà ufficialmente il dopo Vlahovic. Per la verità, Vincenzo Italiano aveva dovuto fare a meno del serbo già a Cagliari, ma rispetto alla trasferta in Sardegna, in cui ha fatto il suo esordio dal 1’ Piatek, potrà contare su un Arthur Cabral in più.

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Già dal 1’? Possibile, visto che il polacco ha accusato qualche piccolo problema fisico. Le gerarchie tra il brasiliano e l’ex Hertha, ovviamente, saranno tutte da valutare in corso d’opera, per quanto l’ex Basilea sia un calciatore di proprietà della Fiorentina, mentre Piatek sia arrivato in prestito con diritto di riscatto.

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A contare più di ogni altra cosa, tuttavia, sarà il lavoro settimanale, come ha sempre sottolineato per tutti i calciatori a sua disposizione lo stesso Italiano. DI TESTA. Cabral, dal canto suo, porta in dote una quantità di gol da bomber di razza.

Al Basilea, tra campionato svizzero e coppe varie, ha messo a referto 65 reti in 106 presenze, trovando la via del gol in tutti i modi. Tra le specialità della casa c’è anche il gol di testa. [caption id="attachment_465789" align="aligncenter" width="615"] dati Transfermarkt[/caption] 17 reti su 65 il brasiliano le ha segnate proprio di testa, in pratica il 26%.

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Certo, in marcatura su di lui non c’erano i vari Bremer o Koulibaly, così come in porta non c’erano Donnarumma o Neuer, ma che Cabral sappia sfruttare il colpo di testa per buttarla dentro è un dato di fatto. ARMA. Fin qui la Fiorentina è riuscita a segnare molto poco in relazione ai cross effettuati, con  la squadra viola seconda in Serie A per traversoni, ma in gol di testa solamente 5 volte (2 volte Vlahovic, 1 Maleh, 1 Torreira e 1 Castrovilli).

VS VLAHOVIC. Cabral, almeno per adesso (per il futuro si vedrà), va a raccogliere l’eredità di DusanVlahovic. Il capocannoniere della Serie A, autore in maglia viola di 49 reti in 108 presenze tra campionato e coppe, si era fermato a 4 reti di testa, per quanto ultimamente avesse fatto intravedere miglioramenti anche su questo fronte, tanto dall’aver raggiunto già i due gol segnati di testa l’anno scorso (con Sampdoria e Lazio) nel solo girone d’andata (con Torino e Sampdoria).

A Italiano toccherà il compito di saperne sfruttare le qualità, così come al brasiliano spetterà quello di inserirsi al meglio nelle dinamiche di gioco viola. Vlahovic, infatti, non garantiva solo gol e finalizzazione, ma anche una serie di movimenti studiati a tavolino e perfezionati nel corso dei mesi di lavoro: dal venire in contro in fase di costruzione, defilandosi all’occorrenza sulla fascia per ricevere palle basse o alte difendendole col fisico o per fare sponde, all’alternanza nei movimenti con la mezz’ala di turno che spesso si trovava a fare il centravanti al posto dello stesso ex numero nove, fino al suggerire il passaggio in profondità attaccando gli spazi.

Quanto ci sia stato del suo da parte di Vlahovic e quanto, invece, abbia influito la mano di Italiano lo si potrà vedere già da sabato (per quanto, logicamente, servirà del tempo). Intanto la Fiorentina potrà sfruttare una nuova arma là davanti, ovvero il colpo di testa di Cabral.


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