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Buona fortuna Badelj, a Firenze cresciuto come giocatore e rivelatosi uomo di spessore. Per Corvino tre titolari da acquistare e una panchina da ricostruire

Dunque, ci siamo. Il mercato della Fiorentina è iniziato. Non proprio nel verso in cui si auguravano i tifosi viola, visto che la prima notizia di rilievo è la decisione di Milan Badelj di lasciare Firenze. Il croato si è congedato con parole al miele per la città e ha scelto di migrare verso altri lidi, alla ricerca di nuovi stimoli.

Se questi nuovi stimoli verranno soddisfatti con un aumento di prestigio oppure con un ingrandimento del portafogli ce lo dirà la scelta della prossima squadra da parte del giocatore.

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I quattro anni di Milan a Firenze sono stati una lunga escalation.

Dal punto di vista sportivo, l'ex Amburgo ha faticato durante i primi mesi in maglia viola, durante l'ultimo anno di Montella, per poi ambientarsi gradualmente con il passare delle settimane. Una crescita confermata nelle due stagioni di Sousa e in quella appena conclusasi sotto la guida di Pioli, nella quale (complice una rivoluzione totale dello spogliatoio) si è anche imposto come leader, in campo e fuori.

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Anche dal punto di vista umano l'apprezzamento e l'empatia verso Badelj è cresciuto col tempo: la decisione maturata nell'estate 2017 di abbandonare l'agente Dejan Joksimovic, resosi antipatico agli occhi dei tifosi viola perché, a partire da febbraio 2016, non perdeva occasione per predire un imminente addio di Badelj alla Fiorentina, è stato sicuramente un primo punto a favore del croato.

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La crescita esponenziale del consenso intorno alla figura del croato, però, è arrivata durante questa stagione.

Nel momento più difficile. Dopo quel fatidico quattro marzo, infatti, Milan Badelj si è erto a vero e proprio leader di uno spogliatoio giovane, spaesato e distrutto dalla scomparsa del suo Capitano. Il discorso al funerale di Astori e le sue parole di congedo verso Firenze e la Fiorentina non possono aver lasciato indifferenti.

Alla fine ha scelto l'ambizione e non l'amore di una città intera.

Qualcuno già lo chiama mercenario. Ma la caratura di una persona non si può misurare guardando a una singola decisione: quella di mettere una scelta professionale (condivisibile, peraltro) davanti alle proprie emozioni. E in questa stagione, mettendo da parte la retorica, Milan Badelj ha semplicemente dimostrato di essere un uomo vero.

Adesso per Corvino c'è una pedina in più da sostituire, sia tecnicamente che dal lato carismatico.

Pedina che, insieme al portiere e all'esterno offensivo, è l'assoluta priorità del mercato della Fiorentina, che con questi tre ruoli, peraltro fondamentali, completerebbe il suo undici titolare, al netto di eventuali partenze eccellenti.

Purtroppo, però, le buone notizie si fermano agli ormai arcinoti otto nomi dai quali ripartire, dati dallo stesso dg viola nella giornata di lunedì. Del resto della rosa non si salva praticamente nulla, in quanto i presunti 'colpi' low cost di Pantaleo delle ultime due estati si sono rivelati inadeguati, per voler essere diplomatici.

Tre titolari da acquistare, una panchina da ricostruire, un leader da sostituire.

L'estate, per la squadra di mercato della Fiorentina, sarà tutt'altro che una passeggiata.

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