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Bucciantini: «La connessione tra Kean e Gudmundsson non esiste. Rugani a Udine è stato esposto»

Il noto giornalista ha anche difeso De Gea: «La fascia da capitano non si toglie solo per una frase pronunciata»
 

Marco Bucciantini, intervenuto in diretta a Radio Bruno, ha commentato la recente sconfitta di Udine, soffermandosi anche sulle dichiarazioni di De Gea, nonché sulle capacità di Kean e Gudmundsson di giocare insieme.

SULLA SFIDA DI UDINE E IL DUALISMO KEAN-GUD. «Vanoli a Udine ha scelto di mettere in campo Gudmundsson e Rugani. Mancando tre esterni forti come Solomon, Gosens e Dodo, non avevi un quartetto di esterni abbastanza forti per interpretare in maniera credibile il 4-3-3, mettendo in difficoltà l’Udinese sui duelli sulle fasce. Mi va pure bene mettere Gudmundsson in campo come una sorta di seconda punta che galleggia dietro Kean, ma la connessione tra questi due giocatori non esiste. Quando sono in campo sembrano complementari: potrebbero essere Bud Spencer e Terrence Hill, ma in realtà sono Bud Spencer e Giuliano Gemma. Non sono complementari nel modo in cui interpretano la partita. Purtroppo quei due giocatori che ha messo in campo per cambiare modulo non erano in condizione di giocare a Udine».

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Ancora Bucciantini sull’islandese: «Gudmundsson mi è piaciuto a Firenze solo quando si è trovato a giocare centravanti per qualche spezzone, in Conference League. Entrambe le volte ha segnato. Anche lui è un marcatore e subisce molto la presenza di Kean in campo. Se devo andare a fare la battaglia della vita, non lo chiamo».

SUI GIOCATORI PRESI A GENNAIO. «I giocatori che hai preso a gennaio possono essere utili, hanno un valore. Li hai presi in una situazione d’emergenza, per cui non sei stato in grado di farne il prezzo e stabilire le condizioni. Tra tutti quelli arrivati preferisco Solomon. Il problema di Rugani è stato renderlo titolare da un momento all’altro, per giunta inserito in un sistema di gioco difettoso. A Udine è stato esposto».

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SULLE PAROLE DI DE GEA E LE MOTIVAZIONI DELLA SQUADRA. «Gli è scappata una frase e può capitare: ora basta fare troppa letteratura su questo. La fascia da capitano non si dà e non si toglie solo per una frase pronunciata. Non mi interessa chi ci salva: questa è una squadra che muore di squadra, come si è visto a Udine. È giusto aspettarsi che si salvi di squadra. Non hai il De Gea dello scorso anno, e nemmeno Kean è lo stesso. Non è la stagione della provvidenza. Difendo anche le scelte di Vanoli, e credo che non debba essere esonerato. Ha trovato la strada, anche tatticamente, può ritrovarla».

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