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Bucciantini: «Ecco cosa mi aspetto dal viaggio negli USA. Vanoli merita di restare»

Il viaggio di Paratici e Ferrari dalla famiglia Commisso, il futuro in panchina: le parole dell'opinionista

Marco Bucciantini, giornalista e opinionista, ha parlato a Radio Bruno del momento e del futuro viola: «Rocco era un appassionato vero di calcio, il figlio non si sa ancora. Mi aspettavo questo viaggio, subito, perchè da lunedì inizia la stagione nuova. Da Commisso devono capire i conti della società e che cosa hanno a disposizione. Non parleranno dell'allenatore. C'è da capire cosa fare con Kean, giocatore più pagato che non ha reso. Poi si capisce come costruire la squadra».

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ALLENATORE. «Per me Vanoli merita di restare. Da quando ha cambiato punti la Fiorentina ha viaggiato a 1,6 punti a partita di media, la dimensione della Fiorentina di Commisso. Poi se un anno arriviamo 6° a 65 punti, a 5 punti da Juve e Roma con due sconfitte immeritate in trasferta come di loro, e contestiamo, è perché siamo delusi storicamente da una Fiorentina che ha questo obiettivo massimo. Vogliamo un altro stile di gioco magari, ma non è colpa di questo allenatore. Ci sono delle cose che vanno capite. Per me la parola merito ha un valore. Poi se una società decide di liberare tutto ciò che è stata questa stagione, anche la parte positiva, per iniziare un nuovo percorso, va bene, ci può stare. Gli allenatori che rammentate hanno fatto una media punti più bassa di Vanoli. E il Sassuolo è anche una squadra costruita bene per il 4-3-3».

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VIAGGIO NEGLI USA. «Magari Paratici e Ferrari tornano via con un'autonomia piena. Rocco era un ragazzo del sud, tornato al calcio e al Paese con la voglia di dimostrare che ce l'aveva fatta. Joseph è un ragazzo americano, cresciuto senza quel sogno e quella partenza del padre. Una diversità palese. Poi chissà come la Fiorentina si rapporta con questo. Per lui è un momento difficile, si è trovato a gestire svariati milioni. Ci sono due vie: o autonomia o entra in prima persona».

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DINAMICHE INTERNE. «A Firenze ci sono allenatori che hanno sentito che non si progrediva più e sono andati via. Ci sono stati anche dei problemi interni. Io spero che questo viaggio in America si faccia chiarezza con queste dinamiche interne, quando non sono allineate ci sono dei problemi. Parlo di staff medico, atletico eccetera. Ci sono stati con Palladino ma credo anche prima».

NUOVO DIRIGENTE? «Nuovo dirigente tra gli ex viola? Non se ne parla, ma nell'anno del centenario forse se ne dovrebbe parlare. Se si considera personaggi della storia, ce n'è solo uno, Antognoni. Sono d'accordo se si trova un ruolo per un valore aggiunto. C'è qualcuno degli ex viola che è diventato dirigente. Giovanni Galli è stato determinante quando la Fiorentina è rinata. Ci fosse un annuncio del genere, sarebbe una grande trovata».

I MERITI DI VANOLI. «Vanoli non è collocabile tra giochisti e risultatisti. Al Venezia faceva un gran calcio. Al Torino era in zona Champions prima dell'infortunio di Zapata, poi la squadra non ha più avuto peso in attacco. Ci dimentichiamo che la Fiorentina ha giocato metà partite senza Kean. In un anno di emergenza così, l'urgenza di fare punti fa la differenza. Poi piano piano Vanoli ha messo idea di gioco, ha scelto degli uomini e li ha sacrificati altri, come Gudmundsson. Merita la possibilità di costruirsi una squadra. Come ha detto lui. Il Napoli ha vinto lo scudetto calando di 30 milioni il monte ingaggi. Contro Como e Inter, squadre che giocano a calcio, la Fiorentina è stata all'altezza. Contro la Juve, il Milan... Tutte squadre della zona europea. Come succedeva l'anno scorso: sono le caratteristiche di questa squadra, è il modo che questo gruppo ha di essere più efficace. Vanoli non ha solo giocato male. Intanto ha fatto i punti per salvarsi bene, ci siamo salvati non all'ultima giornata. Era difficile avere altri obiettivi di gioco. Dire che le partite sono state tutte brutte è un racconto falso. Ci sono state partite difficili, ma forse è nel nucleo di questa squadra. Forse si gioca meglio perché sei meno chiamato a fare gioco, c'è meno pressione. Difficoltà di personalità. Ci sono state partite faticose, ma anche belle».

COME RIPARTIRE. «Io vorrei fare 4-3-3 l'anno prossimo, ci sono giocatori che faccio fatica a vederli in campo. Ad esempio Gudmundsson. Chi è arrivato a gennaio ha dato poco, a parte Solomon. Fabbian è un giocatore di inserimento, funziona nei meccanismi. Lui non ha funzionato però a Bologna, probabilmente ha dei limiti tecnici e la Fiorentina gli va larga».


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