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Bucciantini: «Difficile festeggiare una salvezza, ma Vanoli va ringraziato»

Le sue parole al Pentasport: «La partita con la Juve ha un valore emotivo, ma non cambierà la stagione. A Paratici va concessa autonomia»

Marco Bucciantini è intervenuto al Pentasport per commentare le questioni di attualità in casa viola. Queste le sue parole: «Credo che in questo momento ci sia bisogno di cambiare qualcosa a Firenze, ma anche avere certezza che la proprietà venga gestita in maniera adeguata da Joseph Commisso. Le recenti operazioni atte a irrobustire la società e mettere asset forti, come la concessione dello stadio per i prossimi 50 anni, hanno un valore ambivalente. Trovo insopportabile che ci sia un atteggiamento così critico nei confronti di Vanoli, che andrebbe ringraziato. A un certo punto è sembrato pure complicato trovare la salvezza, ma lui ce l'ha fatta. È difficile festeggiare una salvezza ma, appunto, è giusto rendere merito al mister. Non penso che il club abbia già l'allenatore per il futuro. Alcune valutazioni sono ancora da farsi. Non puoi continuare con un allenatore divisivo, e questo indebolisce la posizione di Vanoli, che comunque ha lavorato tanto e bene. ».

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Continua Bucciantini: «La prossima partita ha un valore emotivo, ma non penso che cambierà le cose, o il valore complessivo della stagione. Le ultime le abbiamo vissute in maniera un po' strana, ma va considerato che non c'erano attaccanti, il reparto che secondo me distingue la Fiorentina dalle altre in bassa classifica. La cosa più difficile da ripetere dallo scorso anno era ritrovare i gol di Kean, che purtroppo non ci sono stati».

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Il giornalista torna poi sulla partita di ieri: «Ieri secondo me abbiamo subito un torto clamoroso, con un rigore netto su Parisi. Nessuno ha protestato, e questo dice molto del peso e dell'importanza della partita».

Conclude Bucciantini, parlando di Paratici: «In A si sono aperte delle caselle: sappiamo per certo che Atalanta e Roma cercano un ds. È il mondo del calcio, tutto può accadere. Spero che resti, in questo momento è l'uomo più “forte” in società, in termini di prestigio ed esperienza. È il nome a cui aggrapparsi, e a cui concedere autonomia. Nessuna spaccatura interna: la società dev'essere una, e marciare in un'unica direzione»

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