Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Bologna spartiacque: riscatto-Europa o caduta libera. Dai Della Valle a Kalinic: altro bivio al Dall'Ara

Per la terza stagione di fila, a Bologna sarà una gara determinante per la Fiorentina. Risalita o pericolosa caduta libera.

Da una parte la risalita per cancellare i quattro pareggi, dall’altra l’inizio di una pericolosa caduta libera. La trasferta di Bologna è il bivio della stagione della Fiorentina. Si tratta di una tappa in cui Pioli vuole trovare lo slancio necessario per conquistare la prima vittoria in trasferta.

Riuscirci aprirebbe nuovi scenari e riporterebbe la squadra sul percorso dell’Europa League con rinnovato entusiasmo e fiducia. Ciò che va evitato invece è il rischio di scivolare nelle zone centrali della classifica. Così scrive il Corriere Fiorentino.

sponsored

LA 'PROVVIDENZA' KALINIC. Per uno strano incrocio del destino e per il terzo anno consecutivo, Bologna rappresenta un punto cruciale del campionato. Due anni fa, era fine ottobre 2016, ADV raggiunse a sorpresa il Dall'Ara con l'intento di suonare la carica alla Fiorentina di Paulo Sousa (in difficoltà), ma anche, in caso di una nuova sconfitta, esonerare l’allenatore.

sponsored

A risolvere quella partita, e di conseguenza la panchina, fu il giocatore di fiducia arrivato a Firenze proprio su indicazione del portoghese: Nikola Kalinic. DIEGO, ANDREA E DAVIDE. L'anno scorso, invece, ADV arrivò a Bologna con il fratello Diego, alla vigilia della partita: i viola erano reduci dal pesantissimo 1-4 al Franchi contro il Verona, con dura contestazione.

sponsored

Le acque agitate spinsero i proprietari, lontani dalla scena viola da una decina di mesi, a raggiungere l’albergo dove alloggiava la squadra per dare una scossa. Fu Diego a prendere la parola davanti a tutti, Andrea invece non esitò a definire vergognosa la sconfitta di pochi giorni prima.

Non solo, all’interno dell’albergo Adv si intrattenne a lungo con alcuni singoli. Fra questi c’era Davide Astori. «Sei tu il vero presidente della Fiorentina» gli disse sorridendo, dopo aver ascoltato a lungo le parole del capitano che spiegò il momento delicato e il bisogno di sentire la proprietà vicina.

Il giorno prima, al termine della rifinitura, Astori aveva incontrato un gruppo di tifosi al Franchi. Ricevette in dono la fascia di capitano coi simboli dei quartieri di Firenze e promise loro il massimo impegno da parte sua e della squadra.

Quella partita, lo scorso 4 febbraio, finì 2-1 per i viola.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento