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Bernardeschi, il fischiato speciale del Franchi e alla fine si vendica

Come riporta IL Qs-La Nazione, uno stadio intero contro Federico Bernardeschi. E Bernardeschi, alla fine, ha castigato la Fiorentina. Come spesso accaduto, vedi Salah o anche Quagliarella in tempi più recenti, smessi i panni viola, gli ex diventano implacabili.

E dire che l’ex bimbo prodigio cresciuto nel settore giovanile, diventato grande con la Fiorentina e passato la scorsa estate alla Juventus era stato il bersaglio principale degli oltre trentamila del «Franchi».

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Prima una montagna di insulti all’ingresso in campo per la fase di riscaldamento, poi una pioggia di fischi al suo rientro nel tunnel degli spogliatoi.

Firenze si è unita oltre che contro il «nemico», contro il gioiello che nemmeno troppo tempo fa ha tradito scegliendo di non rinnovare con la Fiorentina e accettando di trasferirsi a Torino. Il tradimento non è andato giù. Non è stato come con Cuadrado, ieri assente, ma comunque….perdonato per il suo passaggio al Chelsea prima di fare nuovamente trappa in Italia, stavolta sotto la Mole.

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No. Per certi versi, è stato come con Nicola Berti, solo trent’anni dopo. Berti passò all’Inter e, nel giorno del suo ritorno al «Franchi» da avversario, alla fine, fu costretto a chiedere il cambio, surclassato da un popolo contro.

Bernardeschi invece ha segnato. Federico ha saputo farsi freddo nel momento più delicato.

E’ entrato sul rettangolo verde tenendo per mano il bimbo con la maglia viola: lo ha anche accarezzato, sorridendo, come un fratello maggiore.

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Magari rivedendo pure se stesso, quando, poco più che undicenne ha iniziato il suo percorso con il settore giovanile viola. Impossibile che non gli sia scorso davanti agli occhi il film delle oltre settanta partite giocate in competizioni ufficiali con la Fiorentina, impreziosite da 14 gol, quelli ricordati pure dalla Juventus attraverso un tweet.

Di certo c’è che gli steward del parterre di Maratona, nel primo tempo, hanno avuto il loro da fare a tener seduti gli spettatori impegnati nel bersagliare il numero 33 bianconero.

Non c’è stato un attimo di pausa, a maggior ragione quando si è sistemato il pallone sulla bandierina per battere l’angolo.

In un paio di occasioni ha lasciato il compito a Pjanic, poi ha dovuto indossare la cerata più spessa.

Fino a quella punizione dal limite dell’area conquistata, fallo di Badelj e a quella pennellata nemmeno troppo irresistibile, ma che ha di fatto steso Sportiello. Con una bordata di fischi finale quando Bernardeschi, a un quarto d’ora dalla fine, ha lasciato il posto al compagno Bentancur salutando i suoi nuovi tifosi, quelli della Juventus.

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