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Ferrara: «Per rifondare la Fiorentina andrebbe trovato un ‘nuovo Montella’»

Il giornalista attacca la gestione tecnica e societaria: «La gente si annoia, solo Fagioli e Parisi si salvano. Ora Paratici deve agire liberamente per spezzare questo loop psicotico»

Il noto giornalista Benedetto Ferrara è intervenuto al Pentasport di Radio Bruno per fare il punto sul prossimo finale di stagione della Fiorentina di Vanoli: «Le parole di Vanoli, con il massimo rispetto che provo per lui, a volte lasciano un po' il tempo che trovano. Ci sono stati troppi giocatori svalutati in questa squadra. Soltanto Fagioli si è rivalutato in questa stagione. Non si sa bene come sia stata fatta questa squadra. Grosso? Mi sembra un nome plausibile, ma per fare cosa? Paratici ha un bel compito, la lunghezza del suo contratto - quattro anni e mezzo - dice tutto».

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CI VORREBBE UN ALTRO MONTELLA. «Come potrebbe Vanoli cambiare il proprio stile di gioco? L'avete vista la Fiorentina a Lecce? L'allenatore è questo e la squadra vaga nel buio da inizio stagione. La gente, i tifosi vanno riconquistati. La società è in debito nei confronti dei tifosi e confermando Vanoli non lo pagherebbe. La squadra non fa un bel calcio e allo stadio la gente si annoia. Io quest'anno salvo solo Fagioli e Parisi. L'amore va nutrito, al di là della fede calcistica. Un giorno i tifosi potrebbe disamorarsi. Il club deve tanto adesso alla piazza di Firenze. Un'annata così psicotica io non la vivevo da tanto tempo. Sei stato ultimo in classifica per tantissimo tempo. A parte Italiano e Palladino, la società Commisso è stata più volte vicina alla zona salvezza che altro. Va fatta una rifondazione, come quella del primo Montella: un allenatore ambizioso con delle idee. E le squadre avversarie venivano a Firenze a studiare il calcio della Fiorentina».

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PARATICI. «Quanti allenatori ha cambiato la presidenza Commisso? In questa stagione, addirittura tre, contando Galloppa. Nella costruzione di un'idea, le persone cercano dell'amore e questo sentimento io non lo vedo nella Fiorentina. Il problema è stata la perdita di fiducia nelle persone. Palladino si è dimesso dopo essere stato confermato; Pioli è stato la peggior versione di se stesso; Pradè se n'è andato nel bel mezzo della stagione. Paratici per me non è il Messia ma è un uomo molto, molto ambizioso. L'ambizione, se abbinata all'intelligenza, può portarlo al riscatto nel calcio italiano. E tutti ora confidano in lui, anche per aver spezzato il loop Corvino-Pradè. L'importante è che la società lo faccia lavorare liberamente». 
 

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