Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Bastava semplicemente esonerare Pioli per evitare un’altra e ulteriore spaccatura. Questo clima non giova a nessuno

Sempre meno all'esordio di Montella da neotecnico viola. Ma il clima in città è rovente. E la spaccatura è sempre più evidente tra i tifosi

‘La Acf Fiorentina ha sollevato Stefano Pioli dalla guida della Prima Squadra dopo la pesante e inaccettabile sconfitta interna contro il Frosinone’. Alla fine sarebbe bastato operare in questa maniera. Come per altro fanno quasi tutti i club del mondo, tranne che la Fiorentina.

Perché i risultati non erano mai stati esaltanti, né tanto meno il gioco, sotto la guida dell’ormai ex tecnico della Fiorentina. Ma la serie di comunicati, lo strascico polemico, ed il veleno piovuto anche sull’uomo Pioli non ha fatto altro che scatenare un’altra divisione interna al tifo viola.

sponsored

Comunque la si veda, da qualunque parte ci si schieri.

Favorevoli o meno alla contestazione, ai cori, allo sciopero. Firenze o non Firenze. Il tifo, ancora una volta, è diviso. O meglio, spaccato. La strategia comunicativa e operativa della società non ha certo contribuito a riportare il sereno.

Ed è questo ciò che rimane. Assieme al dubbio che chi in nome della Fiorentina deve comunicare e/o prendere decisioni debba ancora migliorarsi eccome.

sponsored

Ma questo è ormai già il passato. Alle porte c’è Fiorentina-Bologna, c’è la prima da nuovo allenatore viola di Montella, e grande curiosità per capire come e se l’aeroplanino riuscirà a cambiare un trend che vuole la squadra viola navigare in zone anonime di classifica e con un alone di tristezza che lo stesso Montella dovrà essere bravo a spazzar via.

A parole, fin dalla sua presentazione, è stato pressoché impeccabile. Sa bene che si gioca tutto per la sua carriera, perché mettere a referto un’altra esperienza negativa come quelle con Milan, Sampdoria e Siviglia potrebbero segnare definitivamente la sua ambizione.

sponsored

Allo stesso tempo la Fiorentina ha bisogno di risalire la china dopo la costante discesa intrapresa negli ultimi mesi.

Certo, aver riportato colui che ha raggiunto i traguardi più alti negli ultimi anni sulla panchina viola, può essere visto come un segnale positivo.

Anche agli occhi del tifoso un nome come Montella ha tutto un altro appeal rispetto ad un tecnico emergente come poteva essere Liverani, o come sarebbero stati altri nomi in stile D’Aversa. Così come positivo è l’entusiasmo che ha manifestato lo stesso Montella, almeno a parole, e la fiducia che vuol trasmettere ad un ambiente in subbuglio.

Interno, prima di tutto. Un clima che non giova a nessuno. Il patto che c’era da parte dei gruppi organizzati con la squadra e con Pioli ha resistito nonostante i risultati. Adesso, per qualcuno, la misura è colma. Per l’altra parte, invece, nonostante ci sia insoddisfazione la protesta e lo sciopero sono considerati inutili.

E si va avanti così, con l’unità di intenti che è ben lontana dall’essere trovata in seno al tifo gigliato.

Intanto la Primavera si gode il trionfo in Coppa Italia trascinata da un Vlahovic formato Serie A. E dopo l’amarezza di aver solo sfiorato anche l’anno scorso coppe e trofei adesso può finalmente raccogliere il frutto di un duro lavoro da parte di Bigica e della società che ha investito cifre importanti sul settore giovanile.

Con la speranza, già nel futuro immediato, che i campioncini viola possano fare le fortune anche di Montella in prima squadra. Altrimenti, questo titolo, resterebbe fine a sé stesso.

In bocca al lupo, Montella. Lui e la Fiorentina ricominciano da qui.
Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento