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Barone: "Ribery-CR7 sfida mondiale. Rinnovo Chiesa? La stagione è lunga..."

Il consigliere delegato viola (a fine anno nell'organigramma ufficiale sarà ratificata anche la sua carica) parla nella settimana più importante per il tifo viola

Lunga intervista di Joe Barone a Tuttosport, nella settimana che porta alla sfida contro la Juventus, si parte proprio da qui: «La società bianconera dimostra che, se non hai certe strutture, è difficile competere, primeggiare, queste sono fondamentali per aumentare i ricavi: tra gli attuali 100 milioni della Fiorentina e gli oltre 400 della Juventus c’è una bella differenza».

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Come Fiorentina siete pronti a battagliare sulla ripartizione dei diritti tv? «Non siamo venuti per dare battaglia, ma per collaborare e aiutare a far crescere sempre più il calcio italiano. L’esperienza e la competenza di Commisso possono dare un formidabile contributo.

Se puntiamo ad essere rappresentati in Lega? Sì. Ho già incontrato i dirigenti di tutti i club, per adesso andiamo lì ad ascoltare ma poi decidiamo noi, vogliamo portare avanti le nostre idee per il bene della nostra società».

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L’aspetto finora più negativo con cui si è scontrato? «Purtroppo in Italia è tutto vincolato, c’è tanta burocrazia. Invece le decisioni vanno prese velocemente. Per lo stadio abbiamo tante opzioni, non solo il restyling del Franchi, e nel frattempo abbiamo già individuato una zona per il centro sportivo per tutte le nostre squadre maschili e femminili.

Una vera “Casa Fiorentina” con campi, uffici, foresteria, palestre. Ma bisogna fare in fretta. Entro un anno? Ripeto, in fretta». Intanto alla Fiorentina servono punti: è ancora a 0 in classifica e in campionato non vince al Franchi dal dicembre 2018.

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«Riuscirci sabato non sarebbe male (ride). Ci abbiamo provato col Napoli, ma diciamo che non siamo stati fortunati... Però crediamo nel sistema, non abbiamo fatto polemiche e andiamo avanti. Quanto alla sfida con i campioni d’Italia forse arriva un po’ presto.

Non cerchiamo scuse, la squadra proverà a giocarsela, ma i cambiamenti sono stati tanti e solo da venerdì potrà allenarsi al completo». La vittoria più entusiasmante sulla Juve in tempi recenti è datata 20 ottobre 2013 con Montella in panchina: da 0-2 a 4-2 con un italo-americano protagonista, Giuseppe Rossi.

Può essere di buon auspicio? «Speriamo. Darei tutto per rivivere quell’emozione... ». La sfida di sabato sarà arricchita dal duello fra numeri 7 Cristiano Ronaldo-Franck Ribery. «Per quanto hanno vinto in carriera e per ciò che rappresentano per il calcio mondiale è il massimo per la Serie A.

Dico di più: non c’è un campionato in Europa che proponga oggi un duello così. C’è di che essere orgogliosi». A chi sostiene che l’acquisto di Ribery sia stata solo un’operazione mediatica cosa risponde? «Assolutamente no. Se l’obiettivo fosse stato questo, oltre a Ribery avremmo magari preso altri giocatori importanti e famosi.

Franck, invece, fin da giugno era in cima alla nostra lista e questo perché lui è un giocatore che ha ancora tanto da dare, per la classe, l'esperienza, la mentalità vincente. Per far crescere un progetto servono giocatori che hanno vinto tanto.

Svelo un aneddoto: dopo la sconfitta col Genoa, Ribery per scaricare la rabbia è rimasto fino a notte fonda al centro sportivo ad allenarsi». Lei e Commisso fate il giro di campo prima delle gare. Sa che anche Andrea Agnelli usa fare altrettanto?

«Davvero? Allora, se vuole, sabato potremo farlo assieme». Che voto dà al mercato viola? «Niente voti, con Pradè abbiamo cercato di agire esclusivamente per il bene della Fiorentina e non abbiamo rimpianti. Piuttosto abbiamo voluto proteggere i nostri giovani, mantenere il “made in Florence”, difendere la base.

E stiamo già lavorando per prolungare i contratti di Castrovilli, Sottil e gli altri. Crediamo molto in questi ragazzi». Anche Montella può contare sulla stessa fiducia? «Montella è qui per dirigere la squadra e fare il bene della società, è una scelta in cui crediamo, lui può contare su tutto il nostro supporto.

Io sto al centro sportivo 24 ore al giorno. Specie nei momenti difficili bisogna sempre stare accanto ai propri figli». Vale pure per Chiesa, finito nel mirino dopo la deludente prova in azzurro con l’Armenia? «Federico non merita tante critiche, sta facendo bene e personalmente non mi pare stia vivendo un momento critico, semmai di crescita.

Vuole troppo bene alla Fiorentina e vuol fare sempre il massimo per i compagni, si vede la passione che ci mette ogni volta. Sono certo che appena farà gol tutto il mondo tornerà a parlare di lui». Si rimprovera qualcosa nella gestione della vicenda-Chiesa?

Magari il pugno duro usato durante la tournée americana? «Nulla. E, come detto più volte, l’argomento è chiuso». Nessun incontro con Federico e suo padre per proporre un nuovo contratto? «Ad ora non c’è alcun appuntamento. Comunque la stagione è lunga».

Si è parlato molto dell’interesse della Juve per Chiesa... «A noi non è arrivata alcuna richiesta ufficiale». Commisso non ha mai nascosto le sue simpatie bianconere prima di tuffarsi nell’avventura viola. Lei ha avuto una squadra del cuore?

«Sono sempre stato tifoso del calcio, l’ho pure praticato all’Università. Una passione che condivido con mia moglie Camilla e i miei figli. Ne ho quattro, i due più piccoli giocano a pallone». Un giocatore che finora l’ha emozionata in modo particolare?

«Roberto Baggio e Falcao. Ammiro i campioni baciati dalla classe». Sono passati 100 giorni da quando lei fu visto la prima volta al Franchi, per Fiorentina-Genoa, in “missione” per Commisso. Cosa l’ha colpita di più? «I nostri tifosi, la loro passione, il loro amore profondo.

Amo stare a contatto con la gente e me ne sono accorto subito. Sono tifosi che creano energia e questa per noi è fondamentale, credo sia così in poche altre città, forse Napoli, Roma. Ma sia chiaro che da parte di Commisso e mia non saranno accettate manifestazioni offensive e razziste, la Fiorentina è contro questo genere di tifo.

Al tempo stesso non accetteremo che venga danneggiata la nostra tifoseria. Siamo qui per restare a lungo ma chiediamo rispetto per i nostri sostenitori, la città e la nuova proprietà». Un’ultima cosa: la parola Europa per adesso è bandita?

«Adesso concentriamoci sulla Juve».

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