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Bandi, strutture, rinnovi e campo. Tutti i punti viola in stand-by per il Covid-19 in attesa di essere riattivati

La pandemia ha messo in stand-by diverse questioni per la Fiorentina. Dalle infrastrutture ai rinnovi, passando per la crescita e i giudizi tecnici

Tutto il mondo è paese dinanzi ad una pandemia. Il Covid-19 ha stoppato tutto, o quasi, provocando danni ancora incalcolabili ed un obbligatorio cambiamento delle abitudini di vita per tutti. Anche la Fiorentina ha dovuto fare i conti con il ‘fermo’ del pianeta, sportivo e non.

STOP AND GO. Per quanto riguarda gli aspetti tecnici legati al campo non vi è ancora alcuna certezza di ripartire o meno (se non altro sulle tempistiche perché prima o poi il calcio ripartirà), e i nodi da sciogliere sono ancora molti.

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Dal quando poter abbracciare Amrabat, col tema del prolungamento dei contratti attualmente in essere e dei prestiti ancora incerto, così come il poter valutare al cento per cento il lavoro di un tecnico come Beppe Iachini in bilico fin da quando è arrivato in ottica futura, quando la Fiorentina dovrà fare un salto di qualità.

Fin qui ha fatto piuttosto bene, ma giudicarlo in un (eventuale) finale di stagione così falsato è cosa ardua. Così come è finito in stand-by il percorso di crescita fisico sul quale Iachini stava lavorando con ottimi risultati, in ghiacciaia è stato messo anche l’iter di crescita di alcuni singoli.

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Da Cutrone a Duncan, passando per Agudelo. Ed ha stoppato chi stava vivendo un momento importante come Chiesa e Vlahovic. Certo se ripartirà il campionato ci sarà un Ribery in più ed un Kouame già potenzialmente utilizzabile.

Ma dopo un mese e mezzo di stop forzato sarà tutto falsato. RINNOVI E RISCATTI. Anche i rinnovi di contratto sono stati messi in stand-by. Se con Milenkovic c’è già l’accordo per incontrarsi a fine stagione e parlarne, la trattativa con Vlahovic dovrebbe andare a buon fine ma i tempi sono stati allungati dal Covid-19.

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Così come per Chiesa. Commisso vuole incontrare i suoi calciatori e farli firmare in prima persona. E solo a pandemia terminata, quando il patron viola potrà fare ritorno in Italia e a Firenze se ne potrà riparlare. Lo stop and go allontana anche posizioni in bilico, come Ghezzal o Badelj.

Ma ha anche costretto lo stesso numero uno viola ad un periodo di lontananza forzata sul più bello, proprio quando la sua Fiorentina stava iniziando a risalire la china. INFRASTRUTTURE. Mentre la scadenza del bando Mercafir è stata spostata dal 6 aprile al 28 maggio, anche se la Fiorentina non vi parteciperà comunque, la pandemia ha sicuramente rallentato tutto l’iter esplorativo che era partito da parte della Fiorentina di nuovi territori dove poter costruire lo stadio nuovo.

Così come ha frenato il percorso diplomatico per eventuali modifiche da parte delle istituzioni e della soprintendenza agli ormai noti vincoli di ristrutturazione del Franchi. Anche i lavori al centro sportivo di Bagno a Ripoli sono fermi.

Il ritardo potrebbe limitarsi a due mesi, ma non è ancora detto. E stavolta la burocrazia non c’entra. Gli incontri e i dialoghi avuti tra la Fiorentina e le istituzioni del calcio, Malagò e il Coni su tutti, così come con quelle politiche su un abbattimento dei vincoli e dei cavilli burocratici che possano favorire la costruzione di nuovi impianti è ancora in stato embrionale.

L’idea c’era, come testimonia l’incontro che Joe Barone ebbe proprio con lo stesso Malagò prima del virus. Così come c’è, nelle idee, sia di Commisso che della politica del pallone. Ma è presto perché si passi ai fatti. Tutto, come detto, finito in stand-by a causa del coronavirus.

E punto prima, punto dopo, tutti in attesa di essere riattivati e ripartire.

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