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Baiano: «Quando ci sono stagioni così è difficile risalire»

Ciccio Baiano si è espresso sul difficile momento della Viola ai microfoni di Radio Bruno

Francesco “Ciccio” Baiano, attaccante della Fiorentina dal 1992 al 1997, è intervenuto nella trasmissione A Pranzo col Pentasport su Radio Bruno. Baiano esordì in Viola nella sfortunata stagione 1992/93, quella in cui la Fiorentina, da una buona posizione di classifica sotto la guida di Gigi Radice, si ritrovò poi a lottare per la salvezza (e a retrocedere) dopo l’esonero di quest’ultimo, sostituito da Aldo Agroppi, in seguito a dissapori con il neo-presidente Vittorio Cecchi Gori, che ereditò la carica del padre Mario, da poco scomparso.

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Così l’ex attaccante viola: «All’inizio di quella stagione nessuno poteva prevedere che la squadra si sarebbe trovata nei bassifondi della classifica. Quando ci sono stagioni così è difficile risalire, perché la squadra non è abituata a navigare in acque così torbide. Con quella squadra del 92/93 ci ritrovammo dalle stelle alle stalle. Consiglio ai giocatori della Fiorentina di non cascare in questa trappola: quella di pensare “tanto la prossima la vinco”, oppure “basta vincerne una, poi ci sblocchiamo”. Spero che la Fiorentina di quest’anno faccia l’esatto contrario di quello che facemmo noi: dopo una brutta partenza, bisogna solo risalire. Lo dico per esperienza perché in carriera non mi è capitato di lottare per la salvezza solo in quell’annata a Firenze».

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SULLA DIFESA. «Una cosa che non capisco? Colpevolizzare la difesa. Se si prende gol, è colpa di tutta la squadra».

SULL'ATTACCO. «Dopo l’anno scorso ci si aspettava qualcosa in più da lui. Va aiutato: nelle precedenti partite ha avuto poco supporto dalla squadra. Stessa cosa per Piccoli: se gli attaccanti della Fiorentina tirano due volte in porta a partita è oro colato».

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SU GUD. «Sta facendo meglio di prima, ma ci vuole poco, non era il vero Gudmundsson. La forma che ha espresso a Genova non l’ho mai rivista qui. Va lasciato libero: è un giocatore che deve andare dove lo porta l’istinto. Ma mi è sembrato spento nell’uno contro uno. Tuttavia, l’ho visto molto meglio nelle ultime gare».

SU VANOLI. «Ho sentito tante critiche a fine partita. Le critiche a posteriori non servono a niente. Non contesto la scelta di aver sostituito un attaccante con un difensore, contesto il posizionamento della linea difensiva, troppo bassa. Sul cambio Solomon-Ranieri vorrei giustificarlo: ha messo un giocatore che in quel momento poteva essergli utile. Non è andata bene, come in altre occasioni. Magari, per scaramanzia, la prossima volta faccia il contrario: metta un attaccante al posto di un difensore».


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