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Badelj il maratoneta. Ha la media Km più alta. Ma se non gira lui la Fiorentina si spegne

Nella Fiorentina che corre di più degli ultimi anni, è la seconda squadra che percorre più chilometri in assoluto del campionato, c’è chi questa caratteristica la fa saltare all’occhio in maniera più marchiana e chi no. È il caso, ad esempio, del Cholito Simeone che spesso nell’andare a fare la guerra per pressare e recuperare palloni si ritrova in zone del campo a lui non di stretta competenza.

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Lo si nota meno, invece, con chi invece ha la media chilometri più alta di tutta la Fiorentina ovvero Milan Badelj.

Il croato, in teoria, dovrebbe essere quello con la casella del campo più delimitata come raggio d’azione. Diviso tra la cabina di regia ed il compito di recuperare palloni insieme al compagno di reparto nel centrocampo a due utilizzato fin qui da Pioli.

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Si fa notare meno, dunque, Badelj il maratoneta, perlomeno quanto a distanza percorsa.

Ed invece è proprio lui a compiere la media chilometri più elevata dell’undici di Pioli. Si nota moltissimo, invece, la Badelj-dipendenza a livello di gioco di questa Fiorentina. Non è un caso se contro l’Inter che era assente la Fiorentina ha giocato molto male, così come che abbia sofferto tantissimo contro l’Atalanta.

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E se lui incappa in una giornata no come a Verona col Chievo tutto l’impianto di gioco viola va in crash.

D’altronde è ormai così da più di due anni. L’infortunio che Badelj riportò contro la Lazio nel Gennaio 2016 fu, per bocca di Sousa, la causa dell’involuzione di gioco di quella Fiorentina che passò dal lottare per il primo posto a scivolare lentamente verso la zona Europa League inesorabilmente via via spegnendosi di pari passo con lo spegnimento del faro croato.

L’assenza di giocatori con quelle caratteristiche in rosa è lampante quest’anno. Cristoforo non si è dimostrato all’altezza per quel ruolo, ancor più delicato in un centrocampo a due. Veretout pian piano sta crescendo ma non è certo paragonabile per qualità a Badelj, tantomeno Sanchez, mentre Benassi ancora vaga nel limbo di una collocazione tattica non chiara e congeniale.

E se non gira Badelj, la Fiorentina si spegne.

Intanto oltre a Chiesa ed Astori Corvino proverà a rinnovare anche il contratto dell’ex Amburgo, in scadenza tra pochi mesi. Dopo le frecciate ed i messaggi al veleno del suo ex procuratore qualcosa pare essersi distesso con il cambio di procura.

Ma il futuro ancora non è viola per Badelj. Che intanto corre come un maratoneta, con un passaggio al centrocampo a tre non del tutto escluso, anzi, con Benassi e Veretout ai fianchi, che sicuramente gli potrebbe permettere di usare meno i polmoni e di conseguenza meglio il grande cervello calcistico di cui è dotato.

E’ vero che Badelj anche in nazionale gioca a due, così come lo faceva ad Amburgo. Infatti in Germania ha avuto non poche difficoltà, con il club tedesco spesso ad un passo dalla retrocessione. E con la nazionale svolge quel ruolo con un certo Rakitic di fianco e Luka Modric a svariare tra le linee.

Che non sono certo, con tutto il rispetto, Benassi o Veretout. E ora sotto con l’Udinese. Altra gara in cui Badelj dovrà prendere in mano il gioco della Fiorentina e correre tanto. Contro i friulani, rispetto ad altre gare, possibilmente anche meglio.

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