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Badelj e il figlio chiamato Jona Davide. Ritorno da ex, previsti applausi dal Franchi

Il croato ha ereditato la fascia di Astori, poi ha lasciato Firenze senza però dimenticare compagni, città e tifosi. Legame speciale con i viola.

Ci sono storie che finiscono senza veleni, anche dopo un legame intenso e duraturo. Quella di Milan Badelj con la Fiorentina è una di queste. È stata un’avventura in crescendo, nel ruolo in campo e per la responsabilità fuori.

Dopo i primi mesi di difficoltà, il croato è andato via da capitano e da leader dello spogliatoio. Fu proprio lui infatti, dopo la morte del capitano Astori, ad ereditarne la fascia. E a farsi portavoce della squadra nel giorno dei funerali in piazza Santa Croce.

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Con una commovente lettera definì Davide una «luce» nell’ambiente viola. Così scrive il Corriere Fiorentino.

ADDIO DA CAPITANO. Negli occhi di tutti c’è ancora l’arbitro Pasqua che, a fine gara contro il Benevento che fu anche la prima partita senza Astori, lo aiuta a rialzarsi da terra e lo abbraccia.

In quel momento il suo amore per Firenze si è fatto ancora più grande. In città si sentiva a casa, in incognito ha visitato almeno la metà dei musei. Il croato qui ha lasciato legami forti e amici. Aveva in testa di approdare al Milan ma ormai era troppo tardi.

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Montella, suo mentore a Firenze, era già stato esonerato. E pure i responsabili del mercato e la proprietà nel frattempo erano cambiati. RITORNO DA EX. Così si è dedicato al mondiale e soltanto dopo ha accettato la proposta della Lazio con contratto quadriennale e ingaggio elevato.

Domenica tornerà al Franchi per la prima volta da avversario in campo e il pubblico gli regalerà applausi. I suoi vecchi compagni li ha incontrati anche lunedì scorso a San Pellegrino Terme per il ricordo di Astori. È rimasto in disparte durante la messa, entrando da un ingresso secondario.

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Poi ha salutato i compagni, uno ad uno, ed è rimasto a lungo a parlare con Marco, uno dei fratelli del capitano. EREDITA'. Dopo il suo addio la società ha preferito cercare un giocatore diverso, non uno suo erede. Così è nata l’idea di far giocare prima Veretout e poi Edimilson davanti alla difesa.

Ma a questa squadra Badelj avrebbe fatto proprio comodo. Il croato a luglio è diventato padre del piccolo Jona. Che di secondo nome ha voluto chiamare Davide.

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