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Baba o non Baba? Questo è il dilemma. Kalinic e l'idea del doppio pivot che ritorna

Dietro al grande secondo tempo di Marassi, c’è il segreto del doppio pivot. L’entrata in campo di Kalinic al posto di un invisibile Ilicic ha fatto riaffiorare la soluzione della Fiorentina con due punte ‘vere’. Sousa la considera poco, ma l’efficacia di un assetto con Babacar finalizzatore centrale e Kalinic leggermente arretrato a svolgere il ruolo di seconda punta, è una variante tattica che nelle ultime tre giornate ha portato ricchi dividendi in casa viola.

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Prima la vittoria all’ultimo tuffo contro il Crotone - con Babacar inserito a diciannove minuti dalla fine al posto di Ilicic - poi il pareggio di domenica contro la Sampdoria. Due risultati positivi nati da una trasformazione tattica imposta da Sousa soltanto in una situazione emergenziale.

Sì, perché l’esperimento dei due attaccanti dal primo minuto è stato ormai accantonato dal tecnico portoghese. In stagione finora Kalinic e Babacar insieme dall’inizio si sono visti soltanto cinque volte. Due in campionato (all’andata contro Atalanta e Palermo) e tre in Europa League (contro Paok e Quarabag in casa e sul campo dello Slovan Liberec).

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In tre occasioni, Baba ha segnato (totale 4 reti). Un dato che fa riflettere. A Genova la Fiorentina della ripresa ha non soltanto sfiorato la vittoria in rimonta, ma ha anche divertito. Certo, il pareggio maturato alla fine lascia l’amaro in bocca perché il sesto posto si è allontanato, ma il bicchiere - se si considera il volume di gioco espresso - è da considerarsi mezzo pieno.

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Merito della reazione di tutta la Fiorentina, ma nello specifico là davanti Babacar e Kalinic, sommati alla spinta devastante di Tello sulla destra, hanno fatto la differenza, cercandosi e generando anche spazi per i compagni.

Le parole nel post-partita di ‘Billy’ indirizzate a Kalinic sono state sincere e piene di stima. Nessun appunto da parte del senegalese sul fatto di non giocare, se la Fiorentina è in campo con un assetto a una sola punta. La risorsa Kalinic non può essere messa in discussione, ma visti i risultati perché non provare a insistere un po’ di più in questo finale di campionato con la coppia Nikola-Khouma?

Non solo come arma della disperazione per il ‘tutto per tutto’. Insomma, Baba o non Baba, questo è il problema. Il dilemma non si pone soltanto per il presente, ma soprattutto per il futuro. A ogni gol di Babacar, la domanda sorge spontanea: cosa ne sarà del senegalese il prossimo anno?

Il cambio di atteggiamento è sotto gli occhi di tutti, così come il dato dei gol: 11 in 24 presenze, 7 in 15 apparizioni in Serie A dove Baba ha giocato dall’inizio soltanto nove volte. Di mezzo non c’è la tattica: una o due punte che si voglia, la Fiorentina si interroga e pensa a come gestire nel futuro un attaccante di 24 anni (con contratto in scadenza nel 2019) che chiede di giocare con maggiore continuità per tirare fuori tutto il suo potenziale.

Babacar è un patrimonio della Fiorentina. Forse un po’ sottovalutato.

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