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Avversaria cercasi: si riparte (forse) da Udine. Una settimana dopo... sarà la volta buona?

Sabato scorso la beffa e il ritorno a Firenze senza giocare, ma la Fiorentina domenica dovrebbe essere di scena alla Dacia Arena.

Udinese o Brescia, Brescia o Udinese. La Fiorentina attende ancora di capire quale sarà la prossima avversaria tra sabato 7 e lunedì 9 marzo. Oggi Pezzella e compagni tornano in campo al centro sportivo dopo i due giorni liberi: c'è da riattaccare la spina dopo la sosta forzata e l'amarezza per com'è andata l'ultimo weekend.

Testa alla prossima... già, ma contro chi? Ufficialmente manca l'avversario, non si sa il giorno, l'orario, il campo... L'ULTIMA IDEA. Nelle ultimissime ore i vertici della politica italiana del pallone avrebbe prodotto un'idea di fondo: recuperare nel prossimo weekend le sei partite rinviate pochi giorni fa, e far 'slittare' il calendario fino a maggio, quando per mercoledì 13 verrebbe creato un turno infrasettimanale 'ad hoc' per incastrare la terz'ultima (o la penultima) giornata.

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La decisione potrebbe essere ratificata oggi o al massimo nell'assemblea straordinaria di mercoledì, ma visti gli ultimi (assurdi) precedenti fino a che non si sarà in campo non si potrà esser certi di giocare. Anche perché si presuppone, in tutto questo, che tra pochi giorni l'emergenza Coronavirus possa rientrare almeno in parte.

Per aprire ai tifosi lunedì 9 marzo Juventus-Inter (il punto della questione, come al solito, è tutto qui). DUE VOLTE A UDINE, NEL RICORDO DI DAVIDE. La Fiorentina, insomma, ripartirebbe da Udine. Anche se il condizionale resta assolutamente d'obbligo.

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Udine dove pochi giorni fa i viola erano già atterrati, rassicurati dalla Lega Calcio, salvo poi essere costretti a far ritorno su Firenze sabato dopo pranzo. Una settimana dopo, nuova trasferta in Friuli. Dove stavolta lo stadio sarà aperto ai tifosi (anzi, dovrebbe).

Una trasferta non proprio banale per Pezzella, Chiesa, Badelj e gli altri. Specie nei giorni in cui si ricorda il Capitano, Davide Astori, scomparso proprio a Udine il 4 marzo di due anni fa. Difficoltà nella difficoltà per un'altra settimana a dir poco anomala.

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CHE FIORENTINA? Iachini spera che il programma possa definirsi in fretta. Perché tra preparare la sfida in trasferta contro l'Udinese, o quella in casa contro il Brescia, corre una certa differenza. Avversari diversi, strategie diverse.

E anche a livello psicologico non è certo il massimo proiettarsi ad una sfida che ancora, in definitiva, non c'è. Una situazione paradossale che il tecnico dovrà essere bravo a gestire, in un mondo in cui la programmazione dei minimi dettagli fa spesso la differenza.

Sabato scorso Iachini era orientato a confermare il 3-5-2 con Igor a sinistra al posto dello squalificato Dalbert e Cutrone (più di Vlahovic) in attacco con Chiesa. Confermerà quell'idea, o la settimana di riflessione porterà ad altre scelte?

PUNTI. C'è voglia di tornare a parlare di calcio, e meno di politica. Di una Fiorentina che si gioca ancora punti pesanti per la salvezza, che viene da due risultati utili di fila, che ha trovato una sua identità in campo ma che ancora non riesce a convincere sul piano del gioco.

Con l'Udinese, una settimana dopo, Beppe riparte dal buon rendimento in trasferta: 7 punti in 4 partite sui 12 disponibili in campionato, media di 1,75 punti a partita che si attesta su 1,5 punti/gara considerando le 8 partite di A della gestione Iachini.

Rendimento niente male, nonostante tutto, considerando i 17 punti a partita sotto Montella (media di 1 punto a gara esatto): continuando su questo ritmo (comunque non eccezionale, ma discreto) la Fiorentina si salverebbe ad inizio maggio a tre giornate dalla fine.

Ma la speranza è che la tranquillità possa arrivare anche prima. Per iniziare a guardare al futuro. E smettere, come avviene da un anno a questa parte, di guardarsi sempre all'indietro.

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