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Attacco del futuro, tutto dipende da Chiesa: da Belotti a Berardi, ecco i nomi

Il Corriere dello Sport-Stadio in edicola stamani fa il punto sull'attacco del prossimo anno. Molto dipende dal futuro di Chiesa

L’assetto offensivo della Fiorentina che verrà dipenderà molto da quello che sarà l’esito dell’incontro tra il patron Commisso e Federico Chiesa. In ballo c’è il rinnovo del contratto o anche l’addio, a condizione che il giocatore lo richieda e che sulla scrivania dei dirigenti viola giunga un’offerta considerata consona.

Le parti si aggiorneranno al momento opportuno, intanto queste saranno le settimane della valutazione. Se per Vlahovic (20) - che nelle ultime ore è finito nel mirino dello Schalke 04 - è praticamente pronto il prolungamento di contratto (fino al 2025), si dovrà valutare attentamente Patrick Cutrone (22), che nelle ultime 4 gare ha giocato solo 41 minuti, 0 gol in A, uno solo in Coppa Italia.

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E’ arrivato in prestito oneroso per 18 mesi con diritto di riscatto per il Wolverhampton e di contro riscatto per la Fiorentina per una cifra che eventualmente andrebbe a rasentare i 20 milioni di euro: si deve riflettere anche per questo.

DA BELOTTI A PIATEK.

Andrea Belotti del Torino, che pure era stato cercato a gennaio, è stato dichiarato incedibile dal suo presidente, Cairo, pronto a trattenerlo anche in caso di offerte-monstre, ma resta sempre tra i potenziali candidati ancora sotto la lente.

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Esattamente come Krzysztof Piatek, oggi all’Herta Berlino, che in questo post lockdown ha ritrovato il feeling col gol che aveva smarrito a Milano nella prima parte della stagione. Le sue qualità tecniche sono sempre piaciute ai viola ed è per questo che continua ad essere osservato silenziosamente da vicino.

SOGNO BERARDI.

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Attenzione poi anche ai movimenti sulle corsie esterne. Già, perché Domenico Berardi diventerebbe il primo obiettivo in caso di partenza di Chiesa, a cui rischia di essere legato a doppia mandata. A breve l’entourage del giocatore cresciuto nelle giovanili del Sassuolo incontrerà i dirigenti neroverdi, anche perché di fronte potrebbe presto presentarsi un bivio: diventare una bandiera del club emiliano o tentare davvero il salto in una realtà diversa.

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