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Astori, nuova perizia. Altri luminari in campo per la morte del Capitano viola

Rito abbreviato per il professor Galanti. Una nuova perizia disposta dal giudice: da capire se la morte di Davide si potesse evitare o meno.

Ci sarà una nuova perizia, per la morte del capitano viola Davide Astori. L’ha affidata il giudice Antonio Pezzuti, nell’ambito del processo a carico del professor Giorgio Galanti, ex direttore della medicina sportiva dell’ospedale di Careggi, accusato di omicidio colposo.

Toccherà al cardiologo torinese Fiorenzo Gaita e al medico legale, anch’egli piemontese, Gianluca Bruno, analizzare nuovamente carte e cartelle cliniche del calciatore della Fiorentina e della Nazionale, morto il 4 marzo del 2018, a 31 anni, la notte prima di Udinese-Fiorentina, nella sua camera dell’albergo «La di Moret», nel capoluogo friulano.

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Così scrive La Nazione. E dovranno stabilire se il male fino a quel momento oscuro – la cardiomiopatia aritmogena – che covava silenzioso nel cuore di Astori poteva essere scoperto dalle avvisaglie emerse nelle prove da sforzo effettuate nel luglio del 2017, come ipotizza l’accusa.

O se invece, come ribatte la consulenza difensiva, da quegli esami non erano emersi campanelli d’allarme tali da evidenziare la necessità di ulteriori approfondimenti o da impedire il rilascio dell’ok all’abilitazione agonistica.

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I due periti riceveranno formalmente l’incarico nella prossima udienza che si terrà il 17 febbraio. Processo che, su richiesta dell’imputato Galanti, si celebra con il rito abbreviato e che porterà quindi a una sentenza di primo grado nel giro di qualche mese.

Va verso l’archiviazione la posizione del medico cagliaritano Francesco Stagno, inizialmente indagato relativamente agli esami medici che Astori fece nel 2014, quando vestiva la casacca della squadra sarda. Anche se, in questo momento, il giudice non risulta aver ancora definito la sua posizione.

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