Articolo del tifoso - Un futuro roseo, anzi viola
Lorenzo De Luca vede un futuro roseo per la Fiorentina di Rocco Commisso
L’arrivo di Rocco Commisso nel giugno del 2019 tra lo scetticismo di alcuni e la gioia di molti, ha sicuramente portato un vento di cambiamento a Firenze, e non solo. Innanzitutto, i numeri parlano chiaro: 160/170 milioni di investimento iniziale e un primo anno di mercato che ha visto l’organico rivoluzionato per un totale di 80 milioni compreso l’inverno, pur certo non trattandosi di campioni, a parte in casi eccellenti come Ribery, colpo da 90 non solo per le giocate in campo ma anche a livello mediatico.
La sua notorietà ed esperienza nel mondo del calcio, infatti, potrebbero rivelarsi utili per compiere qualche altro grande acquisto in futuro.
Con l’avvio delle pratiche per la costruzione del nuovo centro sportivo (70 milioni di euro), uno dei più grandi e innovativi d’Europa e una rosa sempre più competitiva, il bilancio dell’americano è oltre i 350 milioni di euro investiti in un anno e poco più.
Senza aprire la parentesi stadio che, se andrà a compimento, aumenterà la possibilità di investimenti sia per i giocatori che per tutto ciò che riguarda la “biosfera” Fiorentina, è degno di nota anche il fatto, non scontato, che dopo decenni di lotta, si è finalmente arrivati, almeno così pare, ad una soluzione condivisa da tutti (tranne ovviamente dalla Soprintendenza) che permetterà non solo di velocizzare l’infinito iter burocratico ma farà sì che tante squadre possano seguire le orme della società viola.
Si deve poi smettere di pensare al calcio come la semplice partita della domenica ma deve entrare nell’uso comune l’idea che esso sia un universo che copre tanti aspetti diversi della vita (centri commerciali, scuole, hotel, musei, marketing, fondazioni) che possano portare a “vivere” la squadra anche al di fuori dal campo tutto l’anno.
In questo senso vanno infatti gli investimenti del tycoon newyorkese che sta cercando di portare i viola ad un livello internazionale, anche con eventi mediatici come la sfilata del carro della Fiorentina nella Grande Mela e la scritta sugli schermi di Times Square dell’anno scorso.
Nel bene o nel male ormai se una squadra vuole essere davvero competitiva a livello europeo non basta più pensare solo agli 11 giocatori in campo, ma ci deve essere una preparazione dietro, non solo fisica, che renda la società un brand globalmente riconosciuto.
La prima cosa da fare, per esempio, sarebbe quella di cambiare il logo della squadra sull’onda di quanto già fatto da tante squadre anche in Serie A.
Parlando invece solo dell’organico, adesso anche la rosa è forte e diversi singoli sarebbero degni di giocare in qualsiasi big non solo a livello nazionale.
È vero che far giocare Biraghi titolare è un azzardo e che Iachini non è storicamente un allenatore da alta classifica ma, con una buona punta, anche se almeno per il momento sembra un miraggio, la squadra avrebbe tutte le carte per entrare di diritto in Europa League.
In porta, neanche ai tempi di Frey abbiamo avuto ben due saracinesche che si possono alternare liberamente; la difesa è rimasta, almeno per adesso, uguale a quella che l’anno scorso si era diplomata quarta in campionato per reti subite.
A centrocampo c’è solo l’imbarazzo della scelta con Amrabat, Castrovilli e Bonaventura titolari, con riserve d’oro come Duncan e con il caldeggiato ritorno del sindaco. Una eventuale miglioria potrebbe provenire dalla vendita di Pulgar, per ora non all’orizzonte, che l’anno scorso ha fatto vedere veramente poco e dal piazzamento degli esuberi che ancora non hanno trovato una ricollocazione.
L’unica cosa che, però, davvero manca alla squadra è, appunto, una punta come quelle che negli anni sono transitate sulle rive dell’Arno, in grado da garantire tanti gol e per la quale si potrebbe veder partire, magari in prestito, almeno uno tra Vlahovic, meglio, e Cutrone ma sappiamo tutti che il mercato è pressoché bloccato fintanto che non si capiranno le sorti di Chiesa, in bilico tra una valutazione che si abbassa sempre di più con il passare del tempo e il mancato rinnovo di contratto.
Insomma, nel giorno della prima partita del campionato possiamo partire fiduciosi per la classifica di quest’anno e con la certezza che, se si compiranno tutti i progetti della proprietà, potremmo diventare davvero competitivi su più fronti sperando di riuscire a conquistare un tanto ambito trofeo.
di Lorenzo De Luca



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